A DUE MESI DALL’INFARTO, LO SCRITTORE ATTIVISSIMO IN LIBRERIA E IN TV 

De Giovanni infaticabile: dopo “Sara” arriverà “Caminito”, il nuovo Ricciardi

PORDENONE. Dimagrito, sorridente, in forma, a due mesi dall'infarto che lo ha colpito, Maurizio De Giovanni è pieno di progetti e cose in arrivo, tra libri e serie tv. Vuole rallentare, ma non certo...

PORDENONE. Dimagrito, sorridente, in forma, a due mesi dall'infarto che lo ha colpito, Maurizio De Giovanni è pieno di progetti e cose in arrivo, tra libri e serie tv. Vuole rallentare, ma non certo con la scrittura, che «non gli costa fatica». In libreria è arrivato con Un volo per Sara, ultimo libro della serie (Rizzoli). E c'è grande attesa per il nuovo romanzo del Commissario Ricciardi che, anticipa, «si chiamerà Caminito e uscirà a fine 2022». «Con Sara le idee arrivano e si fanno spazio, anche al di là delle previsioni. Funziona in maniera un po’ strana rispetto alle altre serie che sono frutto del libro precedente. Un volo per Sara parte dall'incidente di un piccolo aereo da turismo che, partito da Milano e diretto in Sardegna , è caduto su una piccola palazzina in ristrutturazione. La notizia mi colpì moltissimo. Era interessante pensare che non fosse stato un incidente. E se ci fosse stata una volontà precisa di far fuori qualcuno?», racconta lo scrittore. «Sara mi dà modo di mettere le mani «in trent’anni di storia di questo Paese, giocando dal punto di vista della segretezza. In questo romanzo analizzo Tangentopoli: ci sono eventi che nel momento in cui accadono siamo portati a giudicare in modo sommario. Quando cadde il muro di Berlino», prosegue De Giovanni, «tutti fummo felici, una forma di liberazione. Alla luce dei fatti, dal punto di vista geopolitico, oggi non siamo tutti sicuri che sia stato un fatto positivo per il mondo. Tangentopoli anche, lo vedemmo come la fine di una classe politica corrotta, ma non so se la classe politica attuale è migliore della classe politica di allora». De Giovanni, in vista delle elezioni del 25 settembre invita a una riflessione. «Il contesto non è più solo italiano, ma necessariamente europeo. Il ragionamento che andrebbe fatto, da parte di tutti, è la posizione nei confronti dell'Europa. Si parla di centrodestra vincitore, ma i tre principali partiti che compongono il centro destra appartengono a tre gruppi europarlamentari diversi. Una considerazione che nessuno fa».
Lo scrittore sta già pensando al prossimo romanzo della serie Sara e intanto svela la trama di Caminito, che sarà «ambientato nel 1939 quindi cinque anni dopo l'ultimo Ricciardi , Il pianto dell'Alba. Caminito è il tango di Gardel, una canzone di grande rimpianto e bellezza che dice “Piccola strada che un giorno ci ha visto passare insieme felici, adesso trovi solo me che sono venuto a dirti addio”».
Il 25 settembre, «ma si parla di un rinvio per le elezioni, c'è in tv la seconda serie di Mina Settembre. Hanno appena finito di girare Ricciardi che credo andrà in onda a inizio 2023 e mi risulta sia in preparazione la quarta serie dei Bastardi, tutte sue Rai1» dice De Giovanni. Ma non finisce qui: c'è anche «la nuova serie Mai più come prima da una mia idea originale, prodotta da Palomar, che dovrebbe andare su Rai1 a fine 2022, inizio 2023. È la storia di una coppia in crisi: lui è un poliziotto che sceglie di lavorare di notte. Lei lavora di giorno e si incontrano solo la mattina», spiega lo scrittore. E ancora, Sara diventerà una serie Netflix «che spero sia ben fatta. Stanno lavorando alla scrittura. Sono pazzo di lei, se fosse una donna che conoscessi davvero ci perderei la testa». Stavolta però De Giovanni ha deciso di fare un passo indietro rispetto alle serie. »Non voglio occuparmene più. Esperienze come quella che ho avuto o ti ammazzano o ti salvano. Dopo l’infarto, comincio a guardare la vita in maniera diversa. Vorrei rallentare i ritmi, non della scrittura, ma delle presentazioni, dei tour. Priorità e affetti rimangono uguali, quello che cambia è il fatto di aver capito di non essere così forte come credi di essere. Non scrivo di me ma dei miei personaggi. Sono convinto che la letteratura sia un po’ gravata da questo problema degli autori che raccontano se stessi», conclude.