Alba Adriatica

Duccio Di Monte, 93 anni, continua a dipingere e non solo. Ecco “Lettere dalla Val Vibrata”: il testamento nel raccontarsi

5 Marzo 2026

Oltre al Venezuela, Di Monte ha operato a Francoforte e Darmstadt, Lugano e Zurigo, a Parigi e poi in Brasile a Porto Seguro. Ma Alba Adriatica è la sua città

ALBA ADRIATICA. È ancora così vicino il tempo in cui il Maestro Duccio Di Monte esponeva all’ex Museo Archeologico di Teramo con la presentazione a catalogo del prof. Nerio Rosa e con la pubblicazione del libro “Dalla fenomenologia della materia alla fenomenologia dello spirito” (1991). Forse dobbiamo chiedere aiuto a Marcel Proust per farsi che il ricordo faccia parte della memoria e la memoria è quanto più di tangibile è presente nello spirito e negli avvenimenti o accadimenti del passato, del presente e del futuro del maestro. Allora bisogna catalogare questo pregiato artista, non tra quelli che non sono mai esistiti, come qualcuno vorrebbe farlo sembrare! Si interessò, in quel tempo, intorno alla sua arte, anche la Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas). Nel 1978, il maestro Duccio Di Monte sbarcò nell’aeroporto di Caracas (Venezuela), con cinquanta opere ed inaugurò una grande mostra a Natale presso il Circolo Italo-Venezuelano, con enorme successo di critica e pubblico. Nell’occasione tutta la comunità operante teramana in Caracas e nei dintorni si diede appuntamento al Circolo per assistere all’evento. La sera prima dell’inaugurazione, l’artista venne invitato al Canale Otto per farsi che tutti potessero intervenire all’evento.

Oggi, l’artista novantatreenne continua a dipingere e non solo, dopo la pubblicazione con successo del libro “Ballate da Rio Moro” (aprile 2023), con la presentazione di Giuseppe Bacci, sta portando a termine “Lettere dalla Val Vibrata” sottotitolo “Com’era verde la Val Vibrata”che vuole essere il suo testamento nel raccontarsi dove sprazzi di voli pindarici della sua infanzia, giovinezza e maturità, coinvolgono compagni dell’età più bella: amici dell’età matura e il suo pellegrinare pittorico per il mondo. Oltre al Venezuela, egli ha operato in Germania a Francoforte e Darmstadt, in Svizzera a Lugano e Zurigo, in Francia a Parigi e poi in Brasile a Porto Seguro (Stato di Bahia). Ma Alba Adriatica è la sua città. In tutto questo viaggiare, non mancano momenti tragici, momenti di comicità e sincera allegria. Una testimonianza del tempo presente sono le scatole della memoria, dipinte ultimamente dall’artista, che presto potrete vedere esposte ad una possibile mostra a Teramo e ad Ascoli Piceno presso il Palazzo dei Capitani. L’opera “Gesù crocifisso è risolto” è una testimonianza della creatività di Duccio che ci fa sembrare gli elementi: ferro, legno, trucioli metallici come un tutt'uno con l’elemento acqua. Un’altra opera significativa è “L’ombelico del mondo” dove l’artista, come qualche critico potrebbe suggerire “ha superato se stesso” nel momento in cui prendeva coscienza della propria creatività rendendo “aurea” l’aria che si respira, intorno all’opera stessa della grande bellezza, in quanto il dipinto è caratterizzato dalla lavorazione pittografica del materiale plastico soft bianco con al centro della campitura parte di un’anfora antica che simboleggia il ventre rigonfio della donna.

Mentre l’opera “Gli alari”, di piccole dimensioni, è tutta da scoprire a livello di tecnicismo- stilistico, infatti i due alari sono ricavati dalla terracotta divisa in due, tanto da essere posizionati ai lati del camino e che rappresentano i custodi del focolare. Al centro dalla base del camino, partono delle particelle di plastica colorate che rappresentano le faville mentre salgono. La visione generale del dipinto suscita emozioni profonde e vibrazioni a livello psichico ed è equilibrato in tutto il suo farsi, non dimenticando il fine ultimo, ossia fermarsi davanti all’opera per riempirsi gli occhi del bello. L’opera d’arte è per sempre senza tempo.