Abruzzo

Il cinema e l’Abruzzo: casting a Nocciano per il cortometraggio “L’ultimo giorno”

10 Giugno 2026

Le selezioni si sono svolte nel suggestivo Castello Aliprandi De Sterlich di Nocciano (Pescara). Parlano la produttrice Clarissa Leone, il casting director Alberto Cucchini e il regista Igor Maltagliati

NOCCIANO. Si sono svolti, nel suggestivo Castello Aliprandi De Sterlich di Nocciano (Pescara), i casting per il cortometraggio “L’Ultimo Giorno”, progetto cinematografico dedicato al tema della sicurezza sul lavoro con protagonista Mariagrazia Cucinotta e Massimiliano Dau con la partecipazione di Federico Perrotta.

Le due giornate hanno visto la partecipazione di numerosi attori, aspiranti attori e attrici provenienti da diverse realtà artistiche del territorio, confermando l’interesse verso un’opera dal forte valore sociale e umano. Durante i casting abbiamo incontrato alcune delle figure principali coinvolte nella realizzazione del progetto.

LA PRODUTTRICE CLARISSA LEONE (LE BRÌ PRODUCTION ITALY) Le Brì Production Italy continua a investire in progetti dal valore sociale e culturale. Cosa rappresenta per voi “L’Ultimo Giorno”?

«Per noi di Le Brì Production, "L’Ultimo Giorno" non è semplicemente un cortometraggio, ma un atto di responsabilità. Crediamo fermamente che chi fa cultura oggi non possa prescindere dalla realtà che ci circonda. Non è possibile chiudere gli occhi: basta guardare i tg o leggere i quotidiani, per essere travolti da notizie drammatiche, come la piaga incessante delle morti sul lavoro. Il cinema ha il dovere di non voltarsi dall'altra parte. Con questo progetto vogliamo usare la forza della narrazione non solo per intrattenere, ma per accendere un faro, far riflettere e dare voce a tematiche sociali che toccano nel profondo la coscienza di tutti noi».

Perché avete scelto il Castello Aliprandi - De Sterlich di Nocciano come location per i casting del progetto?

«La scelta del Castello Aliprandi - De Sterlich rispecchia quella che, da sempre, è la nostra missione fondamentale: valorizzare e promuovere il nostro splendido territorio. Nocciano è una realtà che si presta straordinariamente sia sul piano dell'accoglienza, sia come vera e propria eccellenza logistica per il cinema. È un borgo magico, incastonato in una posizione geografica unica: da un lato si vede il mare, dall'altro la montagna, con la possibilità di raggiungere le vette appenniniche o la costa adriatica in appena trenta minuti. Se a questa incredibile varietà paesaggistica uniamo la ricchezza del buon cibo, l'ospitalità autentica della nostra comunità e il fascino storico del Castello, Nocciano si rivela un set naturale a cielo aperto. Portare qui i casting significa far respirare fin da subito alla troupe e agli artisti l'identità profonda di questa terra».

Quali saranno i prossimi passi della produzione dopo questa fase di selezione del cast?

«Con la chiusura dei casting al Castello di Nocciano entreremo nel vivo della fase operativa. Il passo successivo sarà finalizzare la scelta degli attori e delle figurazioni che completeranno il cast — una selezione cruciale che viaggerà parallelamente ai sopralluoghi tecnici definitivi sul territorio. In questo percorso ci muoviamo con assoluta sicurezza, avendo affidato la direzione del casting a una firma autorevole come Franco Alberto Cucchini. La sua comprovata esperienza, unita alla visione del regista Igor Maltagliati, rappresenta la migliore garanzia per valorizzare la sceneggiatura e comporre un mosaico artistico di altissimo livello. La macchina produttiva è già in pieno movimento per allestire i set e coordinare i vari dipartimenti artistici. L'obiettivo è curare ogni minimo dettaglio per arrivare pronti al primo ciak, determinati a trasformare la sinergia tra impegno sociale e bellezza del territorio in un'opera potente e incisiva.

IL CASTING DIRECTOR FRANCO ALBERTO CUCCHINI I casting si sono svolti in una cornice storica e affascinante come il Castello di Nocciano. In che modo questa location ha influenzato l'energia delle selezioni e lo stato d'animo degli attori che si sono presentati?

«Il fascino e la solennità del castello hanno in qualche modo aiutato i candidati a entrare subito nel giusto "mood", specialmente considerando il titolo evocativo del cortometraggio, "L'Ultimo Giorno"? La scelta della location del Castello di Nocciano, per la realizzazione delle selezioni del cortometraggio “l’ultimo giorno” e’ risultata una scelta più che giusta. La bellezza del maniero, il suo fascino antico, ma allo stesso modo non vetusto ne inquitante, come si potrebbe pensare di un antico castello, ha immediatamente messo a proprio agio i partecipanti al casting, stemperando automaticamente la drammaticità dell’argomento trattato».

Senza svelare troppi dettagli sulla trama, quali erano le caratteristiche principali (psicologiche o fisiche) che cercava nei volti e nelle interpretazioni dei candidati? Quando si seleziona il cast per un cortometraggio, dove i tempi narrativi sono ridotti rispetto a un lungometraggio, quanto diventa fondamentale l'impatto immediato e l'espressività di un attore?

«A mio modo di vedere, pur valendo per ogni prodotto filmico, la fase empatica, la condizione di rilassatezza che si crea nei casting da me diretti, aiuta a esprimere da parte dei provinati quelle sfaccettature personali che portano poi a raggiungere la scelta finale per ogni ruolo».

Nel corso di queste due giornate intense, c'è stato un momento o un'audizione particolare che l'ha colpita o sorpresa positivamente? Quali sono le principali qualità che un attore deve dimostrare di avere fin dai primi secondi in cui entra nella stanza del casting con lei?

«Facendo questo mestiere, da molto tempo, ho sviluppato un atteggiamento che difficilmente mi porta alla sorpresa, ma sicuramente, l’approccio al casting, le reazioni durante il provino, aiutano a stimolare in me il percorso da intraprendere durante la sessione, cerco sempre di capire (in pochi attimi), situazioni e argomenti su cui basare l’incontro, al fine di ammorbidire la naturale tensione che da un provino, per poi impostare tutto sul provinato e sulla sua personalità. Cerco sempre di essere io quello che coglie le sfaccettature dei provinati evitando di farmi impressionare dall’atteggiamento».

Come si sta sviluppando la sinergia con la regia e la produzione per la scelta finale dei ruoli e delle comparse?

«Conoscendo sia la produzione che il regista, ed essendo entrambi persone di spessore, le sinergie sono risultate essere automatiche, questo ci ha aiutato a divertirci durante i casting, anche frutto di una organizzazione capillare, che non ha determinato ne sbavature ne imprevisti».

Dopo queste intense giornate di casting a Nocciano, quali saranno i prossimi passi per la macchina organizzativa de "L'Ultimo Giorno"?

«L’ultima fase prima della realizzazione del prodotto, sarà quella di conferire i ruoli agli attori partecipanti al cast, certamente molti resteranno fuori dalla selezione finale, ma sicuramente verranno considerati per i progetti futuri».

IL REGISTA IGOR MALTAGLIATI L’Ultimo Giorno” affronta il tema della sicurezza sul lavoro attraverso una storia molto intensa e umana. Da dove nasce l’esigenza di raccontare questo argomento?

«Le morti sul lavoro sono un tema molto caldo e sentito e lo sono per un motivo semplice: negli anni duemila avere ancora una media di uno o due morti al giorno mentre espletano le proprie mansioni è inaccettabile. La società e la sicurezza di sono evolute e esistono mezzi adeguati per evitare che questo massacro cessi di perpetuarsi. Tuttavia, per tutta una serie di ragioni (risparmio, fretta, inaccuratezza, sottovalutazione, scarso controllo....) ancora siamo costretti a piangere padri e madri del tutto assurdamente. Questo è il vero e unico motivo che ci ha spinti ad affrontare artisticamente il problema».

Durante questi due giorni di casting avete incontrato molti attori e attrici. Quali caratteristiche state cercando nei protagonisti del cortometraggio?

«Trattandosi di una tematica strettamente aderente alla realtà, le scelte sul casting si sono orientate verso solidi professionisti che abbiano questa "verità" stampata in faccia, che trasudi dalle loro movenze quotidiane e caratteristiche psicologiche. Questo fondo di umanità, di gentilezza un filo malinconica è stato il nostro riferimento per scegliere i nostri attori. Speriamo e crediamo di avere selezionato quelli perfetti».

Quanto sarà importante il territorio abruzzese, sia dal punto di vista visivo che emotivo, all’interno del film?

«L'Abruzzo è un territorio straordinario che unisce in sé il moderno ma anche un carattere antico e selvaggio che ha una sua specifica peculiarità. Una sorta di provincialismo lirico, poetico, che a mio avviso moltiplica l'atmosfera del nostro racconto di un operaio edile in lotta con un capo cantiere troppo attento ai costi e molto meno alla sicurezza dei suoi lavoratori. Una metropoli avrebbe secondo me colpito meno precisamente il bersaglio e smarrito in parte quei momenti di purezza antica dei dialoghi e dei personaggi. Senza trascurare l'elemento naturale, imprescindibile in Abruzzo, che regala una ulteriore accelerazione di senso al racconto: ovvero la dialettica tra la presenza immota ed eterna della natura - osservatrice silenziosa - e la schizofrenica umanità, che nel suo piccolo mondo immagina di essere eterna e indispensabile. In questo meraviglioso territorio del Pescarese, ogni occhiata verso l'orizzonte mi riportava verso questa riflessione. l'Abruzzo è protagonista per noi esattamente al pari dei personaggi in carne e ossa».

Le riprese del cortometraggio sono previste prossimamente in Abruzzo.