Il festival Shortcutz Amsterdam a Spoltore

Domani all’Arca il pubblico sceglie il migliore tra sei corti, presenta Di Brigida
SPOLTORE. I corti tornano in Abruzzo. Per gli appassionati dei film di breve durata, un appuntamento da non perdere. Pescara, precisamente l’Arca di Spoltore, ospiterà domani alle ore 21, la tappa italiana del festival di cinema breve, con i migliori giovani registi olandesi. Si tratta della 13ª edizione dello Shortcutz Amsterdam fondato dall'attore Rutger Hauer, protagonista in Ladyhawke e Blade Runner, e da Jan Harlan, produttore delle ultime pellicole di Stanley Kubrick. Una rassegna itinerante attraverso sedici paesi, che saggia la predisposizione del pubblico nei confronti del cortometraggio e raccoglie le preferenze di chi è seduto in sala. Tutto concentrato in un’unica serata, presentata dal critico cinematografico Francesco Di Brigida.
Domani in una delle sale del multisala di Spoltore, il pubblico in veste di giuria dovrà scegliere la migliore delle sei opere inedite proiettate. Pescara, quindi, assegnerà l’Audience International Award, il premio speciale della giuria degli spettatori paganti (biglietto a prezzo ridotto), al pari di altre città come Londra, Belgrado, Edimburgo, Lima, Johannesburg, Lisbona e, ovviamente, Amsterdam. Per rendere l’idea, uno degli short film presentati lo scorso anno, anche in Italia, I'm not a robot di Victoria Warmerdam, ha vinto il premio Oscar come miglior cortometraggio internazionale a marzo 2025.
L’arrivo dello Shortcutz Amsterdam in Abruzzo, unica regione italiana, è merito della collaborazione tra la rassegna di film di breve durata e l'Adriatic Film Festival, la kermesse internazionale di cinema che si tiene ogni estate a Francavilla al Mare.
I film in concorso: Barlebas di Malu Janssen. Durata: 19'59'' Barlebas racconta gli ultimi giorni della testarda Heylken, che viene accusata di stregoneria, proprio quando sta per lasciare il suo villaggio. Heylken ispirerà la giovane Griet con il suo spirito libero e la sua voce potente. Beyond silence di Marnie Bloc. Durata: 17’00’’ Eva, sorda, attraverso la lingua dei segni, rivela la sua intenzione di denunciare gli abusi del suo professore universitario. Sandrien la indirizza al consulente dell'università, ma Eva si rifiuta di parlare con un uomo. Ciò che segue è una conversazione tesa e intima tra donne. Marleen di Jop Leuven. Durata: 6’57’’ Durante una seduta di terapia di gruppo, Lena racconta le relazioni che l'hanno plasmata: suo padre, il suo primo fidanzato e Marleen. Sanyi kakas di Lotte Salomons. Durata: 19’16’’ Nel sud-est ungherese si trova la città di Békéscsaba, dove povertà, solitudine e divisione politica plasmano la vita quotidiana. In un freddo sabato di dicembre del 2020, un gallo fugge dal mercato. Commossi dal suo desiderio di libertà, gli abitanti lo adottano. Quello che inizia come un atto di gentilezza si trasforma in un senso di unità e speranza. Fino a quando il gallo muore. Sign and see the world di Safi Graauw. Durata: 10’59’’ Attratti dalla promessa "Firma e vedi il mondo" e spinti dalla lealtà verso i Paesi Bassi, tre giovani surinamesi, lasciarono la loro patria per combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Superando le discriminazioni all'interno dell'esercito olandese e sopportando un duro addestramento in Canada e a Wolverhampton, lontani dal caldo del Suriname. Yaroshenko di Lieuwe Siebe de Jong. Durata: 16’00’’ Combattendo nell'era sovietica, sua figlia morì in battaglia e lui visse in una casa inabitabile. Sembra troppo per una vita intera, ma l'ucraino Viktor Yaroshenko ha vissuto tutto.

