Il nuovo show di Uccio De Santis: «Tra battute e risate racconto questa Italia»

Il ritorno in Abruzzo dell’attore e comico pugliese. “Scusi, per Hollywood” a febbraio a Pescara e ad Avezzano
PESCARA. «Sono un attore, o anche intrattenitore, che ha fatto della mia passione per la comicità il mio lavoro». Uno dei pionieri della comicità pugliese, ma attenti a definirlo semplicemente comico, Uccio De Santis, attore dal passato da animatore nei villaggi turistici, torna in Abruzzo con il suo nuovo spettacolo teatrale, Scusi, per Hollywood? organizzato da Mia Eventi Live in collaborazione con High Beat. Giovedì 12 febbraio sarà a Pescara, al teatro Circus alle 21, e domenica 15 al Teatro dei Marsi di Avezzano.
Lo show presenta sketch inediti, gag sulla quotidianità e ironiche battute sulla sanità italiana, affiancati dai personaggi storici di Mudù, format di grande successo nato dal suo estro creativo nel 2000 e andato in onda su Telenorba. Insieme a lui sul palco Umberto Sardella, Antonella Genga e Giacinto Lucariello. Uccio sbarca il lunario con la sesta edizione di La sai l’ultima? (1998), diventa noto a livello nazionale e inizia a prendere parte come attore in commedie romantiche come Io che amo solo te di Marco Ponti, lavorando accanto a Michele Placido e Riccardo Scamarcio. In Ricchi di fantasia (2018) viene chiamato a girare una breve scena con il protagonista Sergio Castellitto, che lo aggredisce per copione. Altro suo grande amore è il teatro, dove il contatto con il pubblico è per lui pane quotidiano.
Uccio, di cosa parla il suo nuovo spettacolo?
«Racconta la storia del mio personaggio che attende di andare a Hollywood per girare un film con George Clooney, Mel Gibson e Sharon Stone. Mentre aspetto di partire con i miei amici storici di Mudù, validi collaboratori, raccontiamo della sanità italiana, delle sue liste di attesa infinite. Raccontiamo anche il rapporto di coppia. Non mancano battute sui carabinieri…».
E poi cosa accade?
«Accade che nonostante queste cose l’Italia è per me il paese più bello al mondo».
Quindi non parte più per Hollywood?
«Beh, occorre vederlo fino alla fine per scoprire se resterò o partirò visto il contratto cinematografico che ho firmato».
Come è nata l’idea di metter su questo show?
«Dopo un paio di anni che ero fermo con il teatro, ho sentito l’esigenza di fare uno spettacolo nuovo».
Nei suoi spettacoli dà ampio spazio al pubblico, che quasi diventa un altro personaggio. Anche questa volta?
«In ogni mio spettacolo il pubblico è parte integrante, anche in Scusi, per Hollywood?. Ricordo che anche nell’operetta La vedova allegra di Gino Landi sono riuscito a coinvolgere gli spettatori. Ero il giullare di corte, Njegus. Al pubblico piace partecipare attivamente, quando non riesco a farli salire sul palco sono io che scendo in platea».
Come nasce la sua passione per la comicità?
«Da bambino. Inventavo i miei spettacolini e li rappresentavo davanti ai miei genitori, anche in parrocchia li facevo, con gli scout. Mentre studiavo e lavoravo, a tempo perso realizzavo spettacoli. Poi questo ha preso il sopravvento ed è diventata la mia professione».
Perché la sitcom Mudù ha riscosso tanto successo?
«Perché è un format del tutto nuovo, la battuta comica è immediata, breve, garbata. Una comicità che prende un po’ tutte le fasce d’età, va bene anche per i bambini».
C’è molta improvvisazione nei tuoi spettacoli.
«Il 30% dello show è improvvisazione. Ovviamente il resto è copione soprattutto quando non sei l’unico attore sul palco. Si va a ruota libera nel momento in cui sei da solo e dialoghi con il pubblico, come si diceva prima».
La sua comicità viene apprezzata soprattutto al Sud o anche nel resto d’Italia?
«Prima andava molto il napoletano, il toscano, il romano. Ultimamente la comicità pugliese ha preso piede in Italia grazie ad attori come Checco Zalone, Pio e Amedeo. Anche i social contribuiscono. Prova ne sono le cinquanta date in giro per lo stivale».
In Abruzzo lei è conosciuto fin dagli esordi. Qual è il suo legame con la nostra regione?
«Un bel rapporto, è stata una delle prime regioni, dopo Puglia, Molise e Basilicata, in cui ho portato le mie gag».
Parlando di attori, hai lavorato in diversi film, primo fra tutti “Le barzellette” di Carlo Vanzina con protagonista Gigi Proietti. Lo hai conosciuto?
«Purtroppo non l’ho conosciuto, perché giravamo scene diverse di quel film che era un collage di storielle comiche».
Invece come è stato recitare accanto a Michele Placido in Io che amo solo te?
«Questo film mi ha dato molte soddisfazioni proprio per gli attori presenti, mi è piaciuto molto recitare con Placido e Scamarcio».
Può dire lo stesso di Sergio Castellitto?
(Ride) «Mi avevano sempre detto che è un attore che improvvisa tanto, non ci credevo ma mi sono dovuto ricredere».
Perché?
«Ho accettato di fare un cameo nel film proprio perché c’era lui: una piccola scena, dove siamo insieme e lui deve aggredirmi. Durante le prove si seguiva il copione con tranquillità ma dopo “Motore! Azione!” Castellitto ha iniziato a improvvisare, mi ha afferrato per la camicia bruscamente. È stato molto divertente».
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