Riecco Il Volo: il ritorno dei tre tenori in Abruzzo per il tour estivo

In uscita oggi il singolo “Cuerpo sin alma” in duetto con Carlos Rivera. L’abruzzese Ginoble: «A Lanciano porteremo un repertorio che tutti potranno cantare, dai nostri successi ai grandi classici»
PESCARA. Un intreccio perfetto di anime e timbri diversi, dove il bel canto italiano diventa un ponte universale sospeso tra l’oggi e il domani. Dai palchi di provincia ai teatri di tutto il mondo, Il Volo torna in Italia con il nuovo World Tour 2026: diciotto date tra luglio e agosto. I tre cantanti, Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto, che hanno preso l’opera italiana e l’hanno fatta ballare in giro per il mondo, tornano in Abruzzo dopo due anni con il concerto del 27 agosto (alle 21), al Parco Villa delle Rose di Lanciano. Organizzazione a cura di Elite Agency Group e Alhena Entertainment. Live che anticiperanno la quarta edizione di Tutti per Uno, in programma il 24, 26 e 27 settembre nella cornice di Palazzo Te a Mantova, progetto ideato dal manager del Volo, Michele Torpedine, e organizzato e prodotto da Friends & Partners.
Dopo il debutto discografico nel 2010 con l’album omonimo Il Volo, che li ha portati a partecipare al progetto We Are The World for Haiti insieme a 80 stelle internazionali, tra cui Celine Dion, Bono, Lady Gaga, Carlos Santana, Enrique Iglesias, Usher, Will.i.am dei Black Eyed Peas, ha segnato la storia del trio la tournee con Barbra Streisand in America e Canada nel 2012. A seguire i duetti discografici del secondo album We Are Love (2012) con Placido Domingo e Eros Ramazzotti. Nel 2015 Il Volo vince il Festival di Sanremo con il brano Grande Amore continuando la lunga carriera di successi e concerti per tutto il mondo. A dicembre i tre tenori torneranno nei palasport italiani e nell’autunno 2027 ci sarà una nuova leg europea nelle principali capitali.
Concluso il World Tour in America Latina e negli Usa e in attesa del tour estivo in Italia, Spagna e Grecia, oggi è in uscita su tutte le piattaforme digitali il loro nuovo singolo Cuerpo sin alma feat Carlos Rivera, una delle voci più amate e rappresentative della musica latina contemporanea. Il brano prodotto da Julio Reyes Copello – produttore, compositore e arrangiatore colombiano che ha collaborato con artisti del calibro di Placido Domingo, Jennifer Lopez e Ricky Martin – è una reinterpretazione intensa e raffinata dell’iconico capolavoro di Riccardo Cocciante Bella senz’anima (1974). Il Volo lo ha rivisitato in chiave italo-latina creando un incontro tra due mondi musicali che condividono la stessa passione per la melodia e per l’emozione pura del canto, come affermano i tre giovani artisti al Centro.
Partiamo dal World Tour italiano che toccherà molte città dello stivale. In Abruzzo avete scelto Lanciano, come mai?
Gianluca: «Torniamo nel mio Abruzzo dopo due anni. Abbiamo optato per Lanciano, il Parco Villa delle Rose è un posto molto bello e grande. Sarà un concerto dove canteremo il meglio del nostro repertorio, non potranno mancare Grande Amore, Capolavoro portato all’ultimo Sanremo, poi i grandi classici, come Nessun Dorma, Il Mondo. Porteremo anche il repertorio di Tutti per Uno, di cui quest’anno registreremo la quarta edizione a Mantova, dove appunto ci sarà una dinamicità tra canzoni singole, duetti, fino a cantare in tre. Sono brani che tutti conoscono e potranno cantare insieme a noi».
Venendo al nuovo singolo, “Cuerpo sin alma”, brano iconico di Riccardo Cocciante. Perché cantare un pezzo tanto complesso e drammatico? E come nasce l’idea di farlo con Carlos Rivera?
Piero: «Già da un po' di anni abbiamo consolidato il nostro repertorio in Sudamerica, ed è nostra responsabilità e nostro dovere cercare di dare qualcosa di nuovo al nostro pubblico. Quando abbiamo incontrato Carlos Rivera ci ha raccontato di quanto suo padre amasse questo brano di Riccardo Cocciante. Così abbiamo deciso di registrarlo insieme con due obiettivi: il primo è quello di risvegliare un po' la nostalgia dei più adulti, parliamo sempre del Sudamerica perché questo brano nasce ed è mirato per quel mercato lì; il secondo è per farlo conoscere anche ai nostri coetanei o magari a un pubblico più giovane. L’idea di cantare insieme a Carlos Rivera è nata dai rapporti che si sono creati in questi anni durante le nostre esperienze e permanenza in Sudamerica. Vorrei ricordare che la nostra carriera è iniziata in quella parte del mondo (prima Stati Uniti e poi Sudamerica ndr)».
In questo pezzo quanto le vostre rispettive vocalità, quella operistica italiana e quella romantica latina, si sono completate a vicenda?
Ignazio: «Succede sempre nel nostro repertorio, sono le basi del bel canto, cioè unire il pop con la parte più classica, la parte più operistica, e abbiamo deciso insieme a Carlos di riportarla in quella canzone».
Secondo voi perché il pubblico internazionale è così affascinato dal bel canto italiano?
Gianluca: «Ha così tanto successo perché è qualcosa che loro non hanno. Questo accade con la nostra cultura, l'Italia è sinonimo di cultura sotto tutti i punti di vista. Il Nessun Dorma di Puccini equivale al Colosseo, e se loro non ce l’hanno devono ricrearlo, come fanno a Las Vegas o come fanno in altri posti del mondo. Il musical è un’evoluzione dell’opera, e quindi diciamo che, anche se non comprendono il testo, è una musica che tocca veramente il divino, ci sono delle aree d’opera che sembrano non scritte da un essere umano, ed è questa la potenza della grande musica che è eterna. Noi siamo solo un veicolo che prova a far conoscere alle nuove generazioni questo genere musicale. Siamo gli unici ragazzi di 30 anni che lo cantano perché supera le barriere di ogni linguaggio: dal Giappone all’Argentina, dagli Stati Uniti alla Svezia, ed è veramente incredibile. Prima di noi c’è ovviamente un idolo, che è un brand in tutto il mondo con 40 anni di carriera, ed è il maestro Andrea Bocelli».
Al maestro Bocelli, oltre le tante collaborazioni, vi unisce la condivisione dello stesso manager Michele Torpedine.
Gianluca: «Michele Torpedine ha scoperto Bocelli. È lui che ha voluto portare nuovamente questo genere musicale al successo proprio attraverso noi tre, per questo non finiremo mai di ringraziarlo abbastanza».
Dopo il produttore cileno Humberto Gatica, affidate la produzione del nuovo singolo al produttore di caratura internazionale come Julio Reyes Copello. Come è stato collaborare insieme a lui?
Gianluca: «Il nostro primo album l’abbiamo registrato con Humberto Gatica, che tra l’altro era il sound engineer e produttore con Quincy Jones del We Are the World for Haiti. Ha prodotto tutti i dischi di Michael Jackson, da Thriller a Off the Wall, Bad. Con Julio Reyes spero sia una delle tante collaborazioni, perché è un artista che ha lavorato con tutti i più grandi, e in Italia anche con Laura Pausini».
Piero: «Vorrei aggiungere che la scelta dei produttori è la più delicata, come quando scegli un architetto per fare casa tua».
Avete reinterpretato grandi classici e duettato con leggende della musica. C’è un genere musicale o un artista contemporaneo con il quale vorreste collaborare in futuro?
Piero: «Avrei voluto incontrare i ragazzi molto prima del 2009, e molto prima del 2007, quando morì Luciano Pavarotti. Oggi nei nostri sogni c’è sicuramente un duetto con lui, ma rimarrà per sempre un sogno. Pavarotti ci ha dimostrato con Pavarotti & Friends che la musica, soprattutto questo genere musicale, non ha barriere. Mi piacerebbe una collaborazione con Ed Sheeran».
Ignazio: «A me piacerebbe un sacco Rosalía, un po' per il disco che ha fatto uscire, un po' perché canta da Dio!».
Gianluca: «Avrei risposto la stessa cosa di Ignazio, ma anche Benson Boone ha una grande voce».
Il prossimo obiettivo?
Gianluca: «Quello che abbiamo iniziato in Italia negli anni scorsi: abbiamo cantato praticamente con tutti gli artisti italiani e ovviamente l’obiettivo è quello di poterci espandere sempre anche a livello internazionale e questa sarà la nostra crescita e il nostro investimento nei prossimi anni».
Cosa che state già facendo con il tour appena terminato in America Latina e negli Stati Uniti?
Piero: «In realtà è stato il decimo tour negli Stati Uniti e in Sud America. Ora ci aspettano date europee e poi si concluderà nel 2027».
Gianluca: «E fra tre anni festeggeremo vent’anni di carriera, stiamo già preparando una grande festa, è in una fase embrionale… Ma ci sono tanti altri progetti».
Magari la festa per il vostro ventennale potreste farla in Abruzzo?
Piero: «Dove potremmo fare un concerto nell’Abruzzo storico? Qual è un posto dove Il Volo con orchestra e coro potrebbe fare un bel concerto?».
(I ruoli si ribaltano) Escludendo il prato davanti la chiesa di Santa Maria di Collemaggio dove siete già stati, e rimanendo all’Aquila, rispondo con il suggestivo scenario della Scalinata di San Bernardino: molti artisti anche internazionali sono rimasti incantati dalla vista della Basilica illuminata di sera.
Piero: «Immaginavo che avresti detto L’Aquila».
Oppure in una delle nostre splendide località marine. Un concerto con una piattaforma sul mare di Pescara o di Vasto, come fecero i Pink Floyd a Venezia?
Gianluca: «Stavo per dire la stessa cosa anch’io, un concerto su delle palafitte, tre per tre, bastiamo noi tre, basta quello, va bene così. Magari sul Trabocco (sorride)».
Ignazio: «Ma noi dobbiamo fare qualcosa di unico, qualcosa che nessun altro artista ha fatto mai».
Piero: «I Pink Floyd l’hanno fatto a Venezia e hanno distrutto una città, quindi non ci conviene».
Torniamo seri. Dopo il tour estivo a settembre sarete a Mantova per Tutti per Uno. Ma quanto dovranno aspettare i vostri fan per il prossimo progetto discografico?
Gianluca: «Sicuramente a breve lavoreremo su un nuovo progetto discografico».
Una domanda che è un po' più personale. Voi tre vi siete conosciuti nel 2009 al programma di Antonella Clerici, Ti lascio una canzone. È stato un amore a prima vista tra voi?
Piero: «L’amore a prima vista sono convinto che non esista, l’amore si costruisce, si coltiva tutti i giorni. Il nostro rapporto si fonda su una convivenza non forzata, una scelta non voluta, perché alla fine qualcuno ha deciso per noi di unirci, ma fortunatamente merito della nostra maturità, della maturità del team che è insieme a noi e delle esperienze che abbiamo vissuto, la nostra unione è qualcosa di straordinario».
Non c’è mai stato un diverbio tra voi tre?
Piero: «No. Ci sono normali discussioni, accade quando metti insieme tre teste, tre idee diverse, però la cosa fondamentale come ogni convivenza è avere chiaro l’obiettivo. Noi abbiamo tutti e tre una visione abbastanza lucida di dove vogliamo arrivare e di quale sia la nostra missione. Credo che tutte queste componenti ci hanno permesso di stare insieme 17 anni e spero di parlare fra 17 anni allo stesso modo».
Ignazio: «Sono d’accordo».
Per raggiungere la meta, cosa occorre fare?
Gianluca: «Per continuare a fare quello che stiamo facendo bisogna avere estrema disciplina, serietà e soprattutto non deve mancare il divertimento, perché è una cosa vitale per svolgere questo genere di vita».
Concludiamo, con un saluto veloce all’Abruzzo.
Ignazio. «Ciao Abruzzo! Più veloce non si può (ride )».
Gianluca: «Sono molto felice di tornare in Abruzzo con Ignazio e Piero, anche perché loro sanno quanto ci tengo alla mia terra. Sarà bellissimo poter cantare per tutti gli abruzzesi, portare un po’ di bel canto. Ringrazio tutti per il bene dimostrato. Un grazie a Luca Telese che mi supporta ogni singolo giorno. E anche a tutti voi del Centro perché non è scontato questo affetto».
Piero: «Noi siamo orgogliosi di tornare in Abruzzo perché alla fine è la nostra seconda casa come lo è la Sicilia per Gianluca. Quindi non vediamo l’ora di poter cantare nuovamente in quella meravigliosa terra».
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