«Riporto “Cinema” in Abruzzo ma il concerto è stravolto» 

Il cantautore sarà a Pescara il 6 maggio: «All’Aquila e Francavilla l’estate scorsa  sono arrivato con un tour estemporaneo a causa del Covid. Ora ci rifaremo»

PESCARA. Gli arrangiamenti dell’ultimo album, il migliore al Premio Tenco dello scorso anno. I successi di sempre. Le storie da raccontare attraverso un microfono, un leggìo e un vecchio raccoglitore colorato dove inserire i testi in scaletta. Le «ferite compatibili» per parlare al cuore dei suoi. “Il Cinema Samuele Tour” di quest’anno è ben diverso da quello del 2021. «La scorsa estate», spiega Bersani, «ci siamo trovati quasi per caso a fare concerti, in un momento in cui le restrizioni lasciavano pochi punti fermi. Abbiamo dunque schierato sul palco una formazione ridotta. Ora che si può tornare a fare musica a pieni ranghi, posso mettere in scaletta vari pezzi di Cinema Samuele».
Venerdì 6 maggio, alle 21, Samuele Bersani sarà al Teatro Massimo di Pescara in un concerto organizzato dalla Baltimore Production e In Movie Fest. L’album segna un nuovo percorso sonoro per l’artista, figlio di una lunga e attenta ricerca musicale. L’artista, si diceva, è stato premiato in virtù di un disco coraggioso e poetico, che musicalmente spazia e viaggia tra elettronica e forma canzone e che – parola dopo parola – racconta storie di vita vissuta come fossero veri e propri cortometraggi da “guardare” a occhi chiusi. Un album che arriva dopo un lungo percorso di ricerca sonora, a 7 anni di distanza dall’ultimo lavoro di inediti “Nuvola Numero Nove”, e mostra Bersani come un artista in continua evoluzione e fuori da ogni schema di omologazione. Per Bersani questa è la quinta Targa Tenco dopo quella per “L’oroscopo speciale” premiato nel 2000 sempre come miglior album, la doppietta nel 2004 sia per la miglior canzone, “Cattiva”, che per il miglior album, “Caramella Smog”, e nel 2015 per “Le storie che non conosci” scritta e cantata insieme a Gino Pacifico, giudicata miglior canzone dell’anno. La prima volta sul palco del Premio Tenco fu nel 1991, quando, appena 21enne, venne invitato per presentare il brano “Il Mostro”, eseguito fino ad allora solo live nel tour di Lucio Dalla, “Cambio”. Bersani ha all’attivo 12 album, oltre a molteplici collaborazioni. Spazio, in scaletta, a brani come “Distopici”, canzone che descrive una scena surreale analoga a lockdown e coprifuoco, pur essendo stata scritta anni prima. Oppure “Le Abbagnale”, racconto di una storia di amore fra due donne. Anche in questa tornata di concerti, non mancano successi come “Chicco e Spillo”, “En e Xanax”, “Spaccaruore”, “Freak”, “Lo scrutatore non votante”, “Giudizi Universali”.
Bersani, per lei un ritorno in Abruzzo. lo scorso agosto ha suonato all’Aquila e Francavilla, portando sul palco degli arrangiamenti freschi e originali. Come cambia ora il suo set?
Cambia parecchio, anche perché quello dello scorso anno era un tour estemporaneo, con delle date uscite all’ultimo momento. Adesso, finalmente, stiamo tornando a fare quei concerti programmati e rinviati due volte per le restrizioni relative alla pandemia. Nell’ultimo album, di fatto, ci sono dei pezzi musicalmente complessi. Peraltro, i miei brani nascono pensando prima alla parte strumentale.
Non solo musica, nei suoi concerti accompagna le canzoni con storie e aneddoti personali. Cerca un dialogo particolare con il suo pubblico?
Fosse per me parlerei ancora più a lungo, ma il mio concerto prevede circa due ore di musica e indugiare tanto tra un pezzo e l’altro implicherebbe la possibilità di sequestrare la gente (ride). Certo, è bello rivivere con gli altri quelle che sono (o sono state) le mie storie. Condividere le mie ferite attraverso le mie canzoni. Scoprirle compatibili con quelle di chi mi ascolta.
Viviamo un momento particolare, con questa crisi in atto tra Russia e Ucraina, cosa si sente di dire?
Il secondo brano di “Cinema Samuele” si chiama “Tiranno”. Nello scrivere il testo ho pensato a personaggi come Trump, Kim Jong-un e ora Putin, esprimendo il mio timore nei loro confronti. Non possiamo abbandonare gli ucraini al loro destino. Come dice Francesca Mannocchi il timore per la gente coinvolta nei bombardamenti è che “noi occidentali ci stanchiamo della nostra stessa retorica”.
Che ricordi ha di Pescara? Ho fatto dei concerti meravigliosi lì. Una volta in spiaggia, con la luce che saltò due volte...