Sanremo, ieri le prove generali tra balletti e applausi. Oggi al via la gara

L’energia di Sal da Vinci conquista già tutti, chiude la giornata la divina Patty Pravo
SANREMO. Il teatro Ariston dal vivo sembra molto più piccolo, ma riesce a contenere le mille emozioni che nel pomeriggio si succedono con le prove dei cantanti aperte ai giornalisti, ai discografici e agli uffici stampa. I cantanti sfilano uno dopo l’altro, supportati dall’orchestra, disposta ai due lati del palco e suddivisa su tre piani, e dai coristi: c’è chi è evidentemente già contento della propria esibizione e chi è costretto a fare più di una prova per problemi tecnici o altro. Un anticipo di quello che sarà questo Sanremo, cartina al tornasole per la reazione del pubblico utile a correggere eventuali errori. Su tutti vigila attento il direttore artistico Carlo Conti. Quando la sua sagoma si staglia nel buio, dal microfono parte la battuta: «Ma chi è quell’uomo? L’ex direttore artistico...». Sembra già un addio, ma come dice lo stesso conduttore «del diman non c’è certezza». E a un certo punto spunta anche Giancarlo Magalli.
Il re di questa prova generale è senza dubbio Sal da Vinci, divertente e coinvolgente. Inizia facendo due volte la scala e a metà dell’applauditissima esibizione anche la cassa viene travolta dalla sua voce e si spegne. Dopo vari controlli si riparte, mentre i fonici già canticchiano “Sarrà pe’ sempe sì”. Ed è di nuovo festa con il pubblico che canta all’impazzata. Alla fine scende lui stesso a ballare con le prime file. Il più coreografico è senza dubbio J-Ax che scende le scale con un elegante bastone, comincia a cantare di spalle alla Celentano e porta sul palco un chitarrista cowboy, una violinista in gonnellone, tante cheerleader acrobate tricolori.
Piumata, divertente e accompagnata da ballerini e ballerine Elettra Lamborghini, ballerine anche per Lda e Aka 7Even, colorato e sbarazzino lo sfondo che accompagna Maria Antonietta e Colombre. Nuovo look sanremese per Samurai Jay che saltella a ritmo già dalle temutissime scale e va in scena con le ballerine anche lui.
Sentimenti palpabili con Serena Brancale, tutta vestita di bianco, che con una scenografia di stelle canta il suo dolore per la mamma morta: molti nel pubblico si alzano per applaudirla. Canta la sua onesta solitudine con uno sfondo rosso Nayt, mentre è emozionante e visibilmente emozionato Ermal Meta, con la ninna nanna Stella Stellina per una delle piccole vittime di Gaza.
Scorrono bene anche le prove del sempre solare Leo Gassmann. Per Levante solo la sua voce sul palco senza la presenza dei cori e una canzone scritta e musicata da lei. Poi il bello di Dargen D’Amico: la leggerezza, i colori e il ritmo che affrontano un tema grande e più che serio come i rischi dell’intelligenza artificiale in un ossimoro perfetto. Beneficia dell’orchestra Francesco Renga, molto rilassato, che ha cominciato un percorso di modernizzazione che può andare ancora avanti. Anche le canzoni di Arisa e Michele Bravi illuminano, così come Tommaso Paradiso, bene dal vivo. Comincia un po’ emozionato ma cresce nel ritornello Eddie Brock e già molti cantano la sua Avvoltoi. Coreografia con ballerine in tailleur per Ditonellapiaga, con un pezzo che non sembrava nato per l’orchestra ma che invece è convincente.
Mara Sattei è fasciata in abito nero elegante, le emozioni della sua scrittura e la sua voce sono luminose. Non chiedono il permesso Le Bambole di Pezza e urlano la loro sorellanza. Enrico Nigiotti ha un orologio che scorre dietro, che alla fine si scompone: lui, rendendosi conto della fatica e dell’impegno di orchestra, fonici e coristi, augura un buon lavoro a tutti. Costretto a ripetere per due volte e mezza Tredici Pietro, che alla fine ringrazia l’orchestra. Problemi tecnici, ma non per la voce meravigliosa, per Malika Ayane che, con alle spalle una grande luna, rimane elegante e coinvolgente. Si fanno notare anche gli stiletti rossi con cui scende sicura le famose scale. Fulminacci conquista con il suo cantautorato fresco e sincero. Anche Sayf in look bordeaux conferma di poter essere la sorpresa del festival con Tu mi piaci tanto, che molti già canticchiano. Grande esibizione per Fedez e Marco Masini che dimostrano di avere grandi chance. Altro che agonia per Chiello, che scende le scale addirittura saltando e sul palco è a suo agio come nessun altro debuttante avrebbe saputo fare. Alla fine dalla regia sono anche costretti a dirgli di non far impazzire le telecamere. Strappa applausi anche il decano Raf, che entra in scena con l’iconica Cosa resterà degli anni ’80. La divina Patty Pravo canta per ultima, ma dimostra la tempra inossidabile fasciata da un abito lungo nero con lo strascico.

