Un amore di D’Annunzio nel film “Il mare di Gabriele”

3 Settembre 2018

Il ritorno alla regia di Francisco José Fernandez con la storia della passione  dello scrittore per Barbara Leoni girata fra Pescara e la Costa dei Trabochi

PESCARA. Si intitola “Il mare di Gabriele” il film che segna il ritorno al cinema di Francisco José Fernandez, il regista spagnolo (ma vive a Pescara da quarant’anni) che con “Ti voglio bene Eugenio”, il suo personalissimo e intimo racconto cinematografico del 2001, consentì all’interprete principale, Giancarlo Giannini, di conquistare il Premio Donatello per il miglior attore protagonista.
“Il mare di Gabriele” - girato quest’estate - è un cortometraggio, una breve ma intensa esperienza immersiva nell’universo di Gabriele D’Annunzio. Girato in Abruzzo con una fotografia ispirata al decadentismo il film di Francisco José Fernandez è stato prodotto dalla Fondazione Pescarabruzzo.
Il film racconta il Vate. Da un lato l'aviatore spavaldo dall'altro l'amante estremo e appassionato con la ricostruzione di eventi e personaggi offerta da studiosi come Tobia Jodice e Paola Sorge, autori di libri sullo scrittore pescarese.
«Nel ritmo della narrazione», raccontano le note di presentazione della pellicola, «oltre alle suggestioni del beffardo Volo su Vienna a distanza di cento anni, l'intento del regista è quello di focalizzare il film sulla tormentata vicenda sentimentale con Barbara Leoni. Un amore documentato da un vibrante epistolario e che ebbe come sfondo anche l'Eremo Dannunziano di San Vito Chietino: qui fra i trabocchi ed un Abruzzo ancora selvaggio il Vate scrisse uno dei suoi più celebri romanzi, “Il trionfo della Morte”. Pubblicato nel 1894 narra appunto dell'amore autodistruttivo fra Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio con evidenti riferimenti biografici sino alla finzione letteraria che porta al suicidio dei due amanti gettandosi dal precipizio dell'Eremo».
Nella sceneggiatura di Stefano Pomilia e Fernandez rivivono atmosfere, emozioni e dialoghi sussurati fra il mare e gli uliveti con i ricordi di Barbara Leoni per quell'amore ormai distante negli anni, forse il più importante dello scrittore. «Tanti», spiegano le note di produzione, «i giovani che hanno preso parte al progetto con entusiasmo e competenza».
Il produttore esecutivo, Daniele Baldacci, della Blue Cinema Tv, ha espresso la sua piena soddisfazione «per essere riusciti a coniugare esigenze di lavorazione e promozione del territorio come è nella filosofia produttiva della società».
«Tra gli autori promossi e prodotti dalla Blue Cinema Tv », ha aggiunto Baldacci, «anche il regista e autore abruzzese Davide Colaiocco che il Mibact ha finanziato con il riconoscimento dell’interesse culturale nazionale. Con Francisco José Fernandez proprio Colaiocco ha fatto assistente alla regia dietro mia indicazione».
«Riprese con droni cinematografici sulla Costa dei Trabochi», spiegano ancora le note di produzione del film, «e una massima cura nella fotografia esaltano la ricostruzione degli ambienti d'epoca anche nelle scene ambientate nella casa natale di D'Annunzio a Pescara, tra realtà e finzione. Massima disponibilità è stata offerta dal notaio Fernando De Rosa e dalla sua famiglia per girare le scene all'Eremo. Nel montaggio finale va ricordato che vi saranno anche le prestigiose voci di Giancarlo Giannini e Giuliana De Sio grazie al regista Fernandez che ha lavorato con loro. Il mare di Gabriele è anche un viaggio iniziatico nel mondo oscuro della passione e dei suoi demoni, ma raccontato con leggerezza. Perché la trama di questo film riesce a conservare lo stesso fascino delle arcaiche macchine pescatorie sospese fra mare e cielo, fra i cupi desideri della carne e la più luminosa spiritualità».
Francisco José Fernandez, ha esordito dietro la macchina da presa con “Gli extra... ”, con cui, nel 1993, ha vinto il Premio Roberto Rossellini al Festival internazionale del cinema di Salerno. È stato coautore di “Un tango a mezza luce” e “La notte della leggenda nera”. Per il teatro è stato autore, fra l'altro, delle rappresentazioni “Titus Andronicus”, “Amleto” e “Il malato immaginario”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA