La passione per i cavalli e l’amore per le montagne

24 Settembre 2026

Dal disegno al legame viscerale con la famiglia e il suo paese, gli amici in lacrime.

«Era così felice e orgoglioso di quell’incarico nella Capitale, ci mancherà tanto»

CROGNALETO

«Il suo bellissimo sorriso arrivava prima del suo immancabile saluto e con lui abbiamo perso un amico leale, buono, educato e gentile, un gran lavoratore e un cittadino dal cuore grande che andava d’accordo con tutti». Le parole tremano nella voce di chi conosceva bene Andrea Moretti e gli sguardi bassi non riescono a trattenere le lacrime nel raccontare di un compaesano, ma più di tutto di un amico che nello scorso fine settimana lo si poteva incontrare in paese manifestando a chiunque incontrasse la genuina cordialità che tutti hanno descritto come uno dei suoi tratti distintivi.

Andrea era nato e viveva a Tottea: ci tornava ogni fine settimana, ora che lavorava a Roma, e gli piaceva vivere il paese con le sue tradizioni e le sue usanze come il rito del Ceppo di Natale e le sue feste, come quella dello scorso 8 settembre quando ha partecipato alla storica celebrazione della Natività di Maria Santissima. Era molto legato alla sua famiglia ed era uno zio pieno di attenzioni e di affetto per i nipotini, gli piacevano i momenti di riunione con gli amici ed esplorare la montagna, tra la Laga e il Gran Sasso.

Amava l’alta quota, anche grazie alle sue escursioni in montagna. Dopo il diploma all’Itis di Teramo e due anni alle Belle Arti di Firenze, aveva deciso di lavorare come operaio rocciatore. Specializzato e molto esperto nonostante la giovane età. Si era formato per quel lavoro che lo faceva sentire soddisfatto e che aveva ereditato dal padre Fabrizio. Un triste destino per entrambi: il padre è stato vittima di un incidente sul lavoro che lo ha fatto rimanere ben presto invalido e Andrea ha perso la vita lavorando.

Andrea amava disegnare, era bravo a fare ritratti su carta che donava alle persone care e a plasmare il ferro in base alla sua vena artistica. Ma la sua passione più grande era l’equitazione: spesso lo si poteva incontrare con il suo cavallo e con altri tre amici di infanzia aveva fondato il gruppo e la pagina Instagram “I cavalieri della Laga”, dove raccontare «tra quattro amici e quattro cavalli la magia del cammino a cavallo, passo dopo passo e giornate da ricordare».

E così la pagina social si era trasformata in una sorta di diario di bordo con fotografie e video delle gite che gli amici facevano nel fine settimana e durante le ferie estive anche fuori regione. Visitando la pagina c’è l’ultima escursione dello scorso 6 settembre a Campotosto, dove Andrea aveva ironizzato su una – fortunatamente innocua – caduta da cavallo.

Sorrisi e allegria spezzati da un destino che lo ha portato via troppo presto e ha lasciato sgomenti i suoi amici “cavalieri della Laga” che hanno postato una sua foto sull’amato cavallo e l’hanno salutato scrivendo: «Quel sorriso che non dimenticheremo mai!».

Moretti era un tipo deciso e coraggioso. Sul suo profilo social aveva riportato una frase dal quinto canto del Purgatorio della Divina Commedia che recita: «Sta come torre ferma, che non crolla, già mai la cima per soffiar di venti», dove ribadiva la necessità di restare saldi e perseguire i propri obiettivi.

Tantissimi i messaggi di cordoglio e di addio sui social: la storia di Andrea ha toccato il cuore di tutta Italia, ma oltre al dolore c'è tanta rabbia per l'ingiusto epilogo della sua giovane esistenza e per il fatto che il 9 ottobre ci sarebbe stata l’inaugurazione della nuova illuminazione dell'Anfiteatro Flavio, ancora pochi giorni di lavoro per installare i 120 proiettori con apparati Led sul monumento.

«Andrea era così orgoglioso e felice di lavorare al Colosseo», confida un’amica, «provo tanta rabbia perché Andrea non meritava tutto questo, era troppo bello e troppo buono. Solo pochi giorni e il cantiere avrebbe chiuso e sono certa che sarebbe stato ancora più fiero del suo contributo».

L’amica Ilaria gli ha scritto: «Ci sono eventi la cui notizia rompe il silenzio assordante della notte e che scuotono profondamente gli animi di un’intera comunità. All’insuperabile dolore della famiglia, a cui va il mio pensiero più caro e sincero cordoglio, si unisce quello di tutti noi per la perdita di una giovane anima bella. Il chiarore di questa alba possa accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, caro Andrea». La compaesana Santy: «Grazie Andrea, la tua vita, seppur breve, è stata un raggio di luce che resterà in tutti noi e illuminerà i tuoi cari».