Famiglia nel bosco, ecco tutti i sì di Nathan all’assistente sociale

Nelle tre ore di incontro con la professionista e la Garante DeFebis, il padre si è detto pronto al dialogo
VASTO. Piena disponibilità su casa, scuola e salute. La parola chiave, adesso, è dialogo. Nathan Trevallion è pronto a trovare la via del compromesso pur di riportare a casa i suoi figli. Ormai si è convinto che questa sia l’unica strada percorribile per ricomporre quell’unità familiare spezzata dall’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila lo scorso 20 novembre e, da allora, mai ricomposta. Il papà della famiglia del bosco lo ha ribadito due giorni fa – con l’aiuto di un interprete – nell’incontro informale che ha avuto con la Garante regionale per l’Infanzia, Alessandra De Febis, l’assistente sociale che segue la vicenda sin dall’inizio, Veruska D’Angelo.
Con la moglie Catherine sostanzialmente fuori dai giochi, è toccato a lui prendere le redini della situazione. La moglie è stata espulsa dalla casa famiglia dove viveva con i bambini, il segno inequivocabile della rottura con chi, in questo momento, ha in mano il destino dei suoi figli. Se fino a qualche giorno fa Nathan era considerato l’anello debole della coppia, ma in queste nuove vesti del mediatore sta scoprendo di possedere una forza tranquilla di cui forse non era nemmeno a conoscenza. Nel corso del vertice segreto che si è tenuto a Monteodorisio, sede dell’Ecad, l’Ente capofila dell’Alto Vastese a cui fanno riferimento anche i servizi sociali di Palmoli, i toni sono stati più che distensivi. Anche nei confronti della stessa D’Angelo, la mente dietro le ultime relazioni della casa famiglia di Vasto che bollano Catherine come «oppositiva» e un «grave pregiudizio» anche per l’incolumità dei suoi bambini.
Nelle quasi tre ore di conversazione il nastro è stato riavvolto fino alle motivazioni della prima ordinanza del tribunale per i minorenni. Da parte di questo padre distrutto dal dolore ma abbastanza forte da intraprendere la strada della mediazione, è arrivata piena apertura su tutti i punti. «Ci vorrà del tempo, ma la strada è quella giusta», ha detto la D’Angelo evidentemente soddisfatta.
Sulla questione istruzione, Nathan ha lasciato intendere che è pronto a mandare i suoi figli a scuola. Stesso discorso per quanto riguarda la casa. Poco dopo l’incontro, infatti, il papà della famiglia del bosco è andato a visitare la casa resa disponibile mesi fa dal sindaco del Comune di Palmoli, Giuseppe Masciulli, e mai veramente presa in considerazione. Fino ad ora.
D’altra parte, con il contratto per la “Casetta di nonna Gemma”, offerta gratuitamente dal ristoratore ortonese Armando Carusi, in scadenza a fine mese, serve trovare un’altra sistemazione. È tempo di guardarsi intorno. La “nuova” casa di Palmoli, che sarebbe data alla famiglia in comodato d’uso, potrebbe risolvere uno dei principali punti sollevati dai giudici, cioè quelli dell’abitabilità. Anche il casolare immerso nel bosco dove viveva in pace la famiglia è finito nel mirino dei giudici dopo che, nel novembre del 2024, l’intero nucleo familiare era finito in ospedale per un’intossicazione da funghi accendendo su di loro i riflettori dello Stato. Per quanto riguarda il capitolo salute, i bambini sono stati vaccinati ormai quasi due mesi fa. Il problema sarebbe quindi superato. Rimarrebbe il tema della relazionalità, ma anche questo verrebbe inevitabilmente meno qualora i piccoli Trevallion frequentassero la scuola.
Cosa manca allora per sbloccare definitivamente la situazione? La conclusione della perizia psichiatrica che dovrà valutare se Nathan e Catherine sono o meno in possesso della capacità genitoriale e la condizione psicoemotiva dei bambini. La scorsa settimana avrebbero dovuto iniziare il ciclo incontri con la dottoressa incaricata dal tribunale, Simona Ceccoli, ma il caos generato dall’ordinanza – pubblicata soltanto il giorno prima – ha costretto a rinviare tutto a data da destinarsi.
I tempi inizialmente previsti per la perizia erano di 120 giorni, ma gli ultimi sviluppi del caso hanno reso la fine del procedimento rappresenta un vero interrogativo. Nel frattempo gli avvocati della famiglia, Danila Solinas e Marco Femminella, hanno preparato il reclamo e lo consegneranno nelle prossime ore.
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