Professore salvato dopo 3 ore di rianimazione, tragedia sfiorata a Casoli

L’insegnante, che ha 43 anni, si è accasciato in classe: immediati i soccorsi, ora è in coma a Pescara
CASOLI. «Professore, posso farle una domanda?». A quella richiesta dell’alunno non c’è risposta: il professore stramazza a terra, la classe si spaventa, urla, accorrono i bidelli e gli altri professori. Da quel momento, per ben tre ore, è stata una lotta per strappare alla morte il professore di 43 anni, di Casoli, da poco padre e colpito da un malore improvviso. Ora è nell’ospedale di Pescara, in coma farmacologico. La lotta dei sanitari per farlo tornare dai suoi affetti continua.
L’episodio è avvenuto sabato mattina in un’aula dell’istituto comprensivo De Petra. Casoli è attonita su quanto accaduto e si stringe in un abbraccio di solidarietà e attesa, con la famiglia del professore: giovane, atleta, salutista. Encomiabili i soccorsi. I primi massaggi cardiaci sono stati effettuati dai bidelli, nel frattempo è stato allertato il 118 che, in pochi minuti, è arrivato dal presidio territoriale di assistenza di Casoli.
«Per fortuna», afferma il sindaco Massimo Tiberini, «era presente, oltre all’infermiere, un medico, e questo la dice lunga sull’importanza, almeno nelle zone periferiche, di un ambulanza medicata». I sanitari hanno messo in pratica tutte le manovre consentite per quasi tre ore. «Io e un mio assessore si siamo precipitati sul posto» continua il sindaco «posso testimoniare un impegno competente e continuo. Non si sono risparmiati un minuto. A loro va tutta la riconoscenza possibile». Defibrillatore, massaggi, farmaci, strumentazione attiva: quando sembrava che tutto andava per il verso giusto, ecco il battito scompariva; e lì ancora manovre, ancora professionalità.
Gli agenti di polizia locale corrono al Pta per prendere le bombole di ossigeno, nel frattempo è già stato allertato l’elisoccorso da Pescara. Il professore è ancora lì, in terra, a lui fanno corona i sanitari: continuano infaticabili su quel limite drammatico, tra vita e morte. Arrivano la moglie del professore e altri famigliari: attendono un cenno, una parola rassicurante. Si vive quella dilazione del tempo che solo in casi così drammatici si sperimenta. I sanitari riescono ad avere un momentaneo ma determinante miglioramento; c’è una stabilizzazione del paziente grazie alla quale è possibile il trasporto con l’eliambulanza. Adesso è il tempo dell’attesa, nella speranza che un giovane marito e padre possa tornare all'affetto dei propri cari.
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