È morto a 84 anni Masucci Era il decano dei geometri

13 Settembre 2023

Per 38 anni è stato alla guida del Collegio provinciale, un “faro” per tutti i colleghi Folla ai funerali celebrati a San Silvestro, commovente il ricordo dei suoi due figli

L’AQUILA. Un uomo d’altri tempi, sempre in prima linea sul fronte dello sviluppo della città. È scomparso l’altro ieri, dopo una lunga malattia, Umberto Masucci, 84 anni, storico e noto professionista aquilano, per 38 anni presidente del Collegio dei Geometri della Provincia dell’Aquila. Una folla commossa lo ha accompagnato ieri nel suo ultimo viaggio, nella chiesa di San Silvestro, con la messa celebrata da don Stefano Rizzo, parroco della chiesa di Santa Maria Paganica, inagibile dal sisma del 2009. Tatà, così lo chiamavano un po’ tutti, si è spento nella sua casa in via San Sisto, all’Aquila.
Una cerimonia commovente culminata con gli interventi finali dei figli, Giovambattista e Barbara. Masucci era notissimo in città. All’inizio degli anni Sessannta aveva mosso i primi passi come tecnico d’impresa, passando alla libera professione nel 1963 e decidendo in seguito di dedicarsi anche alla vita associativa della categoria dei geometri.
Umberto Masucci era quindi diventato un vero e proprio faro per tutti i colleghi, ricoprendo la carica di presidente del Collegio dal 1972 ininterrottamente per 38 anni, fino al 2010, e arrivando a rappresentare la categoria anche a livello nazionale, dove nel corso degli anni ha ricoperto diversi ruoli, da consigliere di amministrazione della Cassa nazionale dei geometri (1985-1989) a vicepresidente del Collegio sindacale della Cipag (1990-1998). Al suo funerale il vicepresidente Ermanno Lisi ha letto il messaggio di Gianpiero Sansone, presidente del Collegio dei geometri dell’Aquila, impossibilitato a partecipare alla cerimonia funebre.
Un messaggio che ha descritto il Masucci professionista ma che ha toccato anche tanti ricordi personali.
«I tuoi occhi si illuminavano quando parlavi di Barbarella, o di Giovanni, “ingegné” come li chiamavi, dei cari nipoti Maria Vittoria e Piergiorgio, di Domenico, ma soprattutto quando parlavi di Amelia (la moglie, scomparsa alcuni anni fa", lì splendeva il sole».
Barbara Masucci, Barbarella, ha poi raccontato il lungo calvario del padre, i lunghi giorni della malattia, il suo ultimo sorriso.
Un racconto commovente, salutato con un lungo applauso. Ad accompagnare Umberto Masucci nel suo ultimo viaggio c’era anche una foto che lo ritrae abbracciato ad Amelia, la sua amata compagna.
«Adesso siete insieme», ha detto la figlia Barbara, al termine del suo saluto in chiesa, «e continuerete a sorriderci insieme».
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