È online la classifica di tutti gli incarichi

21 Dicembre 2016

Dati sul post-terremoto, le aziende che lavorano di più e i fondi messi a disposizione per i cantieri

L’AQUILA. Un resoconto a 2.815 giorni dal sisma. Open Data Ricostruzione, il portale presentato dal Gssi nell’ambito della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, nasce da un accordo istituzionale tra la Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e il Gran Sasso Science Institute. Il sito è uno strumento di trasparenza che permette la consultazione, per singolo intervento, di tutte le risorse impiegate nel dopo terremoto: dall’emergenza post-sisma, alla ricostruzione edilizia pubblica e privata, fino allo sviluppo economico. Una fucìna di dati e numeri cui attingere anche per delineare i nuovi modelli di sviluppo, in relazione alle emergenze che si possono verificare.

Il data-base ha portato alla ribalta anche gli affari legati al terremoto, gli incassi e gli incarichi, mettendo nero su bianco cifre e compensi di ditte e consulenti. Si parte dai professionisti che hanno ottenuto più lavori per arrivare alle ditte assegnatarie del maggior numero di cantieri. Al primo posto figura l’ingegner Antonello Salvatori, con 428 incarichi. Seguono Paolo Petrella (305), Volfango Millimaggi (deceduto) con 258, Roberto Arduini (247), Amedeo Marchetti (234) e Corrado Sciomenta (213). 3.348 le imprese impegnate nella ricostruzione, di cui 1.764 abruzzesi. Guida la classifica la Sisma Costruzioni, con 250 interventi pari a 32,3 milioni di euro di lavori. Seconda la Impresa edile Ciotti (239). A seguire I Platani (239), Domus dei fratelli Gizzi (220), Aterno Costruzioni (203) e Dema di Elio Duraccio (196). Tra le ditte abruzzesi troviamo la Nicola Cingoli di Teramo, con 46 interventi per 154,5 milioni di euro e il consorzio Di Vincenzo e Strever, di San Giovanni Teatino (Chieti), con 116,9 milioni di euro. Al terzo posto il consorzio Collemaggio costruttori dell’Aquila, che si è accaparrato 186 progetti per 50,3 milioni di euro.

Altro dati che spicca: il divario tra la ricostruzione privata e quella pubblica, che fatica a partire. Nel primo caso sono stati chiesti 10 miliardi 405milioni 175mila euro di contributi, di cui 4 miliardi 397mila 311mila euro erogati. Per la ricostruzione pubblica i contributi richiesti sono pari a 1 miliardo 233 milioni 768mila euro, di cui 342 milioni 107mila erogati.

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