3G congela i tagli ma sulle ferie è scontro

9 Marzo 2017

L’azienda deciderà in base a commesse e carichi di lavoro. Malumori tra i dipendenti per l’accordo definito “capestro”

SULMONA. Scongiurati i licenziamenti alla 3G grazie a un accordo sulla flessibilità spinta dei lavoratori. In pratica, gli operatori – secondo la bozza di accordo – non potranno più avere libera scelta su ferie e permessi, che saranno a discrezione dell’azienda. I vertici del call center, dunque, potranno scegliere quando mandare in ferie o in permesso gli operatori telefonici in base a carichi di lavoro e commesse. A ciò si aggiunge il mancato pagamento delle festività, che sarà sostituito in ore corrispettive. Il tutto viene fatto per far fronte al calo di lavoro, alla crisi generale del comparto e alla concorrenza dei paesi dell’Est. La bozza di accordo vede il coinvolgimento di tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che recuperano unità nelle politiche sindacali del call center di via del Lavoro, proprio su un accordo che lascia pochi margini agli operatori telefonici.

«Per il calo di lavoro il passaggio obbligato per scongiurare i licenziamenti annunciati è stato questa bozza di accordo su una flessibilità piuttosto spinta», spiega il segretario della Fistel Cisl Antonio De Simone, «nel senso che le festività non saranno pagate, ma corrisposte con banca ore corrispondenti, nonché con ferie e permessi a disposizione dell’azienda per il 50 per cento. Nel senso che il call center, nei periodi di minori commesse, potrà mandare in ferie i lavoratori».

Nel novembre scorso, il gruppo di telecomunicazioni aveva annunciato 248 esuberi da spalmare negli stabilimenti di Roma, Sulmona e Campobasso e il call center sulmonese (oltre cento i licenziamenti annunciati) aveva comunicato altri tagli alla luce del reintegro di 30 operatori a Campobasso, disposto dal tribunale che ha rigettato i licenziamenti avviati dall’azienda. 87 erano stati i tagli fatti in città nei mesi scorsi, 51 dei quali sono stati impugnati. Si resta, dunque, in attesa delle sentenze del giudice del lavoro. Intanto, sono cominciate da ieri sera le assemblee coi dipendenti, che non nascondono malumori rispetto a un accordo che definiscono «capestro». Tra i circa 400 operatori telefonici rimasti al lavoro, 250 assunti con contratto a tempo indeterminato e 150 con collaborazioni coordinate, serpeggia grande preoccupazione. Anche perché l’azienda ha accordato di congelare i licenziamenti fino al 30 maggio.

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