A cento anni butta già la chiamata: «Non è vero, mi state ingannando». Niente gioielli per i finti carabinieri

Truffa sventata a Sulmona. Così l’anziana è riuscita a riconoscere immediatamente l’inganno: «È successo anche a una mia amica»
SULMONA. «Non è vero. Mi state ingannando. È successo anche a una mia amica». A cento anni, lucidità e prontezza non le mancano. Così un’anziana residente a Sulmona è riuscita a sventare un tentativo di truffa telefonica, riconoscendo immediatamente l’inganno.
La donna ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si è spacciato per un carabiniere. Con il pretesto di una rapina appena commessa, il falso militare avrebbe cercato di convincerla della necessità di effettuare controlli sui gioielli custoditi in casa.
«Signora, è stata commessa una rapina e stiamo facendo verifiche casa per casa sui gioielli», avrebbe detto il truffatore nel tentativo di conquistare la sua fiducia e indurla a consegnare i preziosi. L’anziana, però, non si è lasciata ingannare.
Ha invece intuito subito il raggiro e interrotto la conversazione. In casa con lei c’era anche il nipote, che si è reso conto della situazione e ha segnalato l’accaduto ai carabinieri.
La sua reazione, pronta e consapevole, ha evitato conseguenze e rappresenta un esempio importante in un periodo in cui le truffe ai danni delle persone anziane continuano a destare preoccupazione.
Il caso si inserisce infatti in un quadro più ampio. Negli ultimi giorni, in Centro Abruzzo, sono stati segnalati circa quaranta tentativi di raggiro. Soltanto due quelli andati a segno: il primo a Sulmona, ai danni di un uomo di 78 anni, e il secondo a Bugnara, dove è stata coinvolta una donna di 94 anni. In entrambi i casi sono stati sottratti preziosi per un valore di migliaia di euro.
I malviventi fanno spesso leva sulla paura, sull’urgenza e sulla fiducia riposta nelle forze dell’ordine. È quindi fondamentale mantenere la calma qualora si ricevano telefonate sospette e non lasciarsi convincere da richieste di denaro, gioielli o presunte verifiche da effettuare a domicilio. I carabinieri, infatti, non chiedono di consegnare contanti o preziosi con modalità di questo tipo. In caso di dubbi, è consigliabile interrompere immediatamente la chiamata, contattare le forze dell’ordine attraverso i numeri ufficiali e informare familiari o persone di fiducia.
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