Accoglienza migranti Dagli albergatori coro di no

Per gli operatori l’immagine del territorio è già pesantemente compromessa : «Non siamo razzisti, ma l’arrivo dei rifugiati non aiuta il ritorno dei turisti»
SULMONA. L’incontro voluto dal prefetto per parlare coi sindaci del nuovo sistema di accoglienza dei migranti solleva una serie di riflessioni in città. Tra i più perplessi ci sono gli albergatori, che parlano di una promozione dell’immagine dell’intera regione, compromessa dalle ultime emergenze legate al sisma e al maltempo. Tragedie che qui sono arrivate solo di riflesso attraverso la pioggia di disdette in hotel e b&b cittadini. «Noi abbiamo avuto un calo di presenze del 90%», conferma Maurizio Zaccardi dal Manhattan Village hotel in via dell’Incoronata, «e la cosa grave è che le disdette sono già arrivate per questa estate. Quindi, va ripensata la strategia di promozione del nostro territorio e la politica di accoglienza dei migranti al momento non si sposa con questa situazione. A meno che non ci siano albergatori che vogliano dirottare l’attività su questo fronte».
In città, sulla totalità degli alberghi (più di dieci) solo uno ha deciso di percorrere la strada dell’accoglienza, prima coi terremotati del 2009 e ora coi migranti. Sono 55 quelli ospitati all’Europa park hotel, arrivati fra febbraio e marzo dell’anno scorso e gestiti dalla cooperativa Nos e dalla società Argenta.
«Abbiamo raggiunto il numero ideale», spiega Candida D’Abate della coop. Gli ospiti dell’hotel hanno a disposizione anche una palestra per praticare sport e frequentano lezioni di italiano.
«Non ne facciamo una questione di razzismo o di chiusura mentale», interviene Gianluca Casaccia dell’hotel Rojan, struttura a 4 stelle alle spalle di piazza XX Settembre, «ma se si vuole fare turismo non si può pensare di affittare camere ai migranti. Si tratta di una mera questione di marketing, calcolando anche la crisi che stiamo vivendo per il semplice fatto di avere strutture in Abruzzo, regione colpita negli ultimi mesi da maltempo e terremoto. Le disdette sono arrivate da chi aveva prenotato anche mesi fa. Da qui si deve ripartire per ricostruire l’immagine della nostra regione». «Noi abbiamo ricevuto mail che ci chiedevano se Sulmona fosse a rischio valanghe», aggiunge Elia Dora Santacroce dell’omonima Guest house su corso Ovidio, «va ripensato il modo di fare promozione. È ciò al di là della questione migranti». Sulla stessa lunghezza d’onda Antonella Di Cristofaro dell’hotel Ovidius alla villa comunale e Domenico Santacroce del Meeting alla zona industriale. «Qui la situazione è pesante», dice Giuseppe Bono dell’albergo Stella in via Mazara, «e le politiche di accoglienza dei migranti non possono ora sposarsi con una necessaria azione di rilancio del Centro Abruzzo».
Sono in totale 80 i migranti ospitati in strutture accreditate in città: 25 nella residenza di corso Ovidio della Casa Santa dell’Annunziata e 55 in albergo. Una ventina di loro ha aderito ai lavori socialmente utili del Comune. Il loro arrivo è legato alla partecipazione a un bando sull’accoglienza, con rimborsi dalla Comunità europea dai 27 ai 35 euro giornalieri per vitto, alloggio e inserimento sociale di ognuno.
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