Ad Anversa degli Abruzzi la ritornanza è donna: ecco le uniche 2 candidate

Aurora e Sabrina, 27 e 44 anni, hanno scelto di tornare in paese
Ora si sfidano, ma l’obiettivo è comune: combattere lo spopolamento
ANVERSA DEGLI ABRUZZI
All’inizio del secolo scorso, ad Anversa degli Abruzzi, nel cuore delle Gole del Sagittario, si contavano 2mila abitanti. È stato il picco demografico nella storia del paese. Un secolo dopo, la situazione si è ribaltata. Gli effetti dello spopolamento qui si toccano con mano: l’ultimo censimento Istat (2025) segna 310 residenti. Il calo è di quasi l’80% nel giro di poco più di 100 anni. Ma è nei momenti più difficili che emergono le risorse migliori delle comunità. Ed ecco che allora in questo borgo-gioiello alle porte del Parco nazionale d’Abruzzo la sfida del voto del 24-25 maggio diventa il simbolo di una restanza – anzi, di una ritornanza – tutta al femminile. Si chiamano Sabrina Vecchiarelli, 44 anni, e Aurora Tarulli, 27, le due uniche candidate a sindaco di Anversa degli Abruzzi. Con Zoom-storie del nostro tempo, in onda stasera alle 23 su Rete8, con la regia di Carmine Di Cecco, siamo andati a trovarle per scoprire le ragioni dietro la loro scelta.
Intanto, questa sfida in tinte rosa rappresenta un unicum in regione, anche per questioni anagrafiche, che restituisce speranza alle aree fragili. Tra le fila delle nuove generazioni si nascondono giovani che, mentre la maggior parte dei coetanei abbandona il proprio paese, sceglie di fare il percorso opposto, di rimanere fedele «alle proprie radici» spiegano entrambe le candidate, avversarie alle urne ma già strette da un patto di collaborazione che scatterà il giorno dopo l’esito del voto, a prescindere dalla vincitrice.
Sabrina è tornata nel suo paese di origine tre anni fa, dopo aver passato la maggior parte della sua vita adulta in giro tra l’Abruzzo e l’Italia. La sua lista è “Anversa rinasce”: quello che, in qualche modo, lei qui ha già fatto. «Sono stata per oltre 20 anni tra Pescara, Bologna e Palermo, passando per Napoli. Lavoravo per grandi aziende di abbigliamento come manager commerciale, ma poi ma madre si è ammalata e sono dovuto tornare ad Anversa», racconta. Dopo il lutto sarebbe potuta andare via, e invece ha deciso di restare, insieme al compagno, e costruire. «Non c’erano grandi possibilità lavorative in verità», aggiunge, «ma io ho sempre sognato di tornare nel paese dove sono cresciuta e al quale mi sento molto legata. L’occasione l’ho avuta con il bando per la digitalizzazione della Regione. L’ho sfruttata al volo».
La storia di Aurora (lista Concordia e Progresso) forse è ancora più particolare. Lei è nata e cresciuta a Monza, non ad Anversa (lo rivela la cadenza). L’abruzzesità qui è radicata nei nonni («Belli veraci», dice sorridendo) e nei ricordi di un’infanzia trascorsi facendo su e giù dalla Lombardia.
Dopo la laurea in giurisprudenza alla Bicocca di Milano, la scelta controcorrente: mentre tutte le amiche cercano uno studio nel Nord per fare la pratica forense, Aurora decide di tornare nel suo Abruzzo per inseguire il sogno di diventare avvocato. Anche se ammette che, almeno un po’, lo ha fatto per ragioni di cuore. «Né la mia famiglia né i miei amici si sono stupiti: sapevano che era solo questione di tempo prima che mi trasferissi in Abruzzo», racconta.
Ma cosa convince due giovani e indipendenti donne che costruire il proprio futuro in un borgo come Anversa degli Abruzzi non solo è possibile, ma è la cosa migliore? La risposta, per entrambe, è nel senso di comunità tra le persone del posto. Ci si conosce tutti, siamo lontani dai ritmi forsennati dalla vita di città, qui è più facile essere felici, è il concetto che esprimono entrambe. «Io ho il mio fidanzato qui e un giorno vorrò costruire una famiglia. Ed è in un posto come questo che voglio che crescano i miei figli», aggiunge Aurora.
La legge delle urne impone che ci sia un solo vincitore. Ma le sfide, soprattutto in questo caso, sono tutt’altro che individuali: riguardano l’intera comunità. Per un paese di 200 anime, si può essere avversari solo in tempo di campagne elettorali. Dopo si torna a remare dalla stessa parte. La sfida della restanza riparte da qui. Anversa avrà un futuro. Quale sarà, è ancora tutto da scrivere.

