Addio a Francesco Marinelli, il professore che allenava alla vita

Aveva 68 anni e fino alla fine ha trasmesso la sua grande passione per la palla ovale a studenti e amici. I funerali a Montorio al Vomano
L’AQUILA. Il mondo del rugby e della scuola abruzzese sono in lutto per l’improvvisa scomparsa di Francesco Marinelli, morto ieri a 68 anni all’ospedale di Pescara dov’era ricoverato da una quindicina di giorni.
Marinelli era notissimo nel mondo della palla ovale come allenatore delle squadre giovanili, mentre quello scolastico lo apprezzava nel ruolo di docente di educazione fisica alle medie. Era andato in pensione due anni fa e aveva lasciato L’Aquila, andando a vivere oltre il traforo del Gran Sasso. Ma lo si poteva incontrare quasi ogni sera a passeggio lungo il corso con gli amici di sempre, oppure al Castello cinquecentesco alla ricerca di un po’ di refrigerio, o al terminal di Collemaggio.
Poi il doloroso sopraggiungere dell’improvvisa malattia che lo aveva colpito e che, in poche settimane, lo ha strappato all’affetto dei suoi cari. Immediate le reazioni nel mondo dello sport aquilano. La notizia della morte di Francesco Marinelli, «prof di educazione fisica, ex giocatore del Cus L’Aquila, del gruppo interforze di Napoli e di altri club abruzzesi», è stato annunciato con una nota della Fir Abruzzo.
«Encomiabile», si legge nel messaggio, «è stato il suo impegno verso i ragazzi e i più giovani. Come tecnico ha contribuito alla formazione di tanti rugbisti abruzzesi. Alla famiglia, agli amici e agli ex compagni di squadra l’abbraccio del presidente Molina, del consiglio e dello staff di Fir Abruzzo». L’eco della sua scomparsa ha sconvolto i tanti amici che lo ricordano per quel suo modo affabile e ironico di affrontare l’insegnamento della sua disciplina e avvicinare i giovani ai primi rudimenti del rugby. Francesco Marinelli, nel ricordo di chi lo ha conosciuto, come Giuseppe Zia, una delle glorie del rugby aquilano «aveva un suo stile ironicamente attento con cui affrontava ogni argomento che riguardasse il rugby. Sempre cordiale anche quando andava di fretta, mai oltre le righe, un lutto che si apre ai discorsi e ricordi sul rugby di ogni età. Inaspettato. Lascia un vuoto tra gli amici di questo sport».
Terenzio De Benedictis, anche lui allenatore di rugby, ricorda «le tante avventure di successo passate insieme, partendo dal primo trofeo Topolino di Treviso nel 1980, passando per il corso per allenatore a Tirrenia, fino alla vittoria al Trofeo Milani ’84 e alla panchina dello scudetto del 1987». Francesco Marinelli lascia la moglie Rosaria, anche lei insegnante nell’Aquilano, e due figlie. I funerali si terranno domani alle 10.30, nella chiesa di San Rocco a Montorio al Vomano, in provincia di Teramo.
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