Addio al Polo universitario? Regione pronta a lasciare

SULMONA. A rischio chiusura il Polo universitario sulmonese? La Regione sta rimettendo mano alle quote delle società partecipate, così come impongono le ultime norme. La delibera della giunta...
SULMONA. A rischio chiusura il Polo universitario sulmonese? La Regione sta rimettendo mano alle quote delle società partecipate, così come impongono le ultime norme. La delibera della giunta regionale del 31 marzo scorso prepara l’uscita dalle società partecipate e il potenziamento delle controllate. Finisce nel calderone delle prime anche il Consorzio universitario sulmonese, di cui la Regione detiene il 61,18 per cento delle quote societarie per un capitale di 100mila euro versato nel 2004. Il resto è detenuto dalla Provincia al 12,48%, dal Comune e dalla Comunità montana. Nella relazione tecnica, contenuta nella delibera, è scritto: «Ci sono elementi che inducono a ritenere che tale partecipazione possa essere dismessa».
Una dichiarazione che non lascia scampo al futuro dell’UniSulmona, anche se il piano regionale sulle varie società dovrà essere pronto entro fine anno.
Non nasconde la sua preoccupazione il preside del Consorzio universitario sulmonese, Fabrizio Politi, che pensa ad un cambio di statuto per ovviare al problema.
«Dal punto di vista dei fondi non avremo guai nell’immediato» premette «visto che la Regione non ci dà contributi dal 2004. Il problema si potrà creare in caso di un eventuale decreto legge e per il fatto che le norme recenti prescrivono una serie di prescrizioni alla Regioni, senza individuare le soluzioni. Nel nostro caso, essendo anche senza dipendenti nostri e avendo quelli comunali, l’unica strada potrebbe essere la creazione di una fondazione di diritto privato».
Del resto, con 160mila euro di contributi (90mila dal Comune, 50mila dalla Provincia e 10mila da una banca) i bilanci del Consorzio universitario sono a posto.
«Spendiamo solo quello che abbiamo in cassa» aggiunge Politi «per questo nel sondaggio avviato dalla Regione sui bilanci delle varie società, siamo risultati l’unica in Abruzzo senza debiti. Il nostro obiettivo resta quello di puntare sui master per sostenerci da soli, ma dobbiamo anche fare i conti con la crisi». (f.p.)
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