Agenti aggrediti in carcere, scatta l’inchiesta

Il direttore Romice: «L’elemento scatenante è stato l’alcol». E domani riunione in prefettura
SULMONA. «Un’aggressione resa ancora più violenta dal fatto che il detenuto era sotto l’effetto dell’alcol. Ho cercato di fermare quella furia ma non c’è stato nulla da fare. Poi con l’aiuto degli altri colleghi siamo riusciti a immobilizzarlo e a renderlo innocuo. Di sicuro bisogna intervenire per risolvere il grave problema della carenza di personale che ogni giorno mette a rischio l’incolumità di chi lavora in questo carcere».
È uno degli agenti aggrediti che racconta i momenti drammatici di domenica scorsa quando un detenuto (un altro è rimasto in disparte) si è reso protagonista della brutale aggressione nei confronti di un assistente capo finito in ospedale con un trauma cranico e una prognosi di trenta giorni. Con lui sono ricorsi alle cure del pronto soccorso altri due agenti: per loro i medici hanno certificato una prognosi di dieci giorni. «Mi chiedo come si possa continuare a lavorare con questa grave carenza di personale che attanaglia, ormai, la casa di reclusione da diverso tempo», aggiunge un altro degli agenti aggrediti, «torniamo a chiedere al governo di intervenire per punire in maniera adeguata chi aggredisce gli agenti di polizia penitenziaria. Basta con le aggressioni in carcere da parte dei detenuti». Nel frattempo la direzione del carcere ha avviato un’inchiesta interna per ricostruire i fatti che hanno dato vita all’aggressione. «Stiamo facendo tutti gli accertamenti per ricostruire i fatti», afferma il direttore Sergio Romice, «di sicuro l’elemento scatenante è stato l’alcol di cui, almeno uno dei due detenuti aveva fatto ampio uso. Purtroppo è abitudine da parte dei detenuti nascondere il vino di spettanza, per poi consumarlo tutto in una volta, nonostante i controlli giornalieri a cui sono sottoposti». Nel frattempo la Uil ha chiesto il trasferimento dell’ aggressore, un camorrista che si occupa della pulizia degli ambienti del carcere. Un episodio del quale si sta interessando anche la prefettura che con una lettera del Capo di Gabinetto D’Amico, ha convocato per domani mattina nella sala di protezione civile della prefettura all’Aquila, tutte le organizzazioni sindacali proprio per affrontare i problemi lavorativi del personale del corpo di polizia penitenziaria dell’intero distretto abruzzese. (c.l.)
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