Aggredito in casa, muore dopo due anni

5 Ottobre 2022

Il 53enne disabile era stato picchiato dal marito della colf accusata di avere rubato dei soldi: l’uomo rischia l’accusa di omicidio

L’AQUILA. Era finito in coma due anni fa, in seguito alle botte del marito di una badante accusata di avere rubato 50 euro. L’uomo, Massimo Zugaro, nato a Roma 53 anni fa e residente nella frazione aquilana di Filetto, è morto senza aver più ripreso conoscenza. Il presunto aggressore, D.M., un romeno già indagato per lesioni gravissime, rischia la ben più grave accusa di omicidio preterintenzionale.
Decisiva sarà l’autopsia che dovrà chiarire se la morte di Zugaro, che aveva alcune disabilità, è riconducibile esclusivamente a quell’episodio avvenuto il 20 settembre 2020. Esame disposto dal sostituto procuratore dell’Aquila, Simonetta Ciccarelli, che coordina l’inchiesta. L’incarico dovrebbe essere affidato domani.
Il fatto, sul quale avevano indagato i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale dell’Aquila, era avvenuto nell’abitazione della madre di Zugaro, all’epoca 90enne e nel frattempo deceduta.
Stando a una ricostruzione fatta dagli inquirenti, Zugaro aveva accusato una donna, badante dell’anziana e addetta alle pulizie in casa, di avere rubato 50 euro. Da qui una prima lite.
Successivamente era intervenuto il marito della badante. Zugaro era stato malmenato e cadendo aveva prima urtato un divano e poi aveva battuto la testa sul pavimento. Non sembrava nulla di preoccupante. Dopo poco, però, l’uomo aveva iniziato ad accusare giramenti di testa e, prima di svenire, aveva fatto in tempo a chiamare i soccorsi.
Portato in ospedale dall’eliambulanza del 118, era entrato in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Nei mesi successivi c’era stato il trasferimento in una struttura riabilitativa di Chieti, dove è morto.
Il romeno ha sempre negato di aver malmenato Zugaro. A fornire una versione diversa ci avevano pensato la madre e un testimone che per caso, quel giorno, si era trovato a passare nell’abitazione. D.M., che prima di allora non aveva mai avuto problemi con la giustizia, è così finito sotto inchiesta. Ora la sua posizione potrebbe aggravarsi ulteriormente.
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