Albanesi, macedoni e kosovari: nasce il sodalizio dell’integrazione

4 Febbraio 2024

L’AQUILA. Promuovere l’integrazione delle comunità albanesi, macedoni e kosovare in Abruzzo attraverso iniziative di cultura, sport e consapevolezza rientrano tra gli obiettivi dell’associazione...

L’AQUILA. Promuovere l’integrazione delle comunità albanesi, macedoni e kosovare in Abruzzo attraverso iniziative di cultura, sport e consapevolezza rientrano tra gli obiettivi dell’associazione culturale “Rilindja”, punto di riferimento per gli immigrati provenienti dai paesi balcanici.
Alla guida del sodalizio c’è Abdula “Duli” Salihi. Originario di Tetovio, nei pressi di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, è arrivato in Italia nel 1994, a 7 anni, e si è stabilito nell'Aquilano a Picenze, piccola frazione del comune di Barisciano.
«Sono arrivato in Italia per volontà dei miei genitori», ricorda, «per motivi di lavoro. Ho iniziato a lavorare giovanissimo come mediatore linguistico, avendo imparato fin da subito la lingua italiana. Da oltre 15 anni lavoro nell’edilizia e da 13 sono presidente di “Rilindja”, membro del consiglio territoriale dell’immigrazione alla prefettura dell’Aquila, membro del tavolo interreligioso e della consulta giovanile del capoluogo abruzzese».
Duli ha ricevuto anche un riconoscimento ufficiale da parte del ministero degli Esteri della Macedonia del Nord nel progetto Mkart, che nasce dalle competenze relative alla diaspora.
«Inizialmente», ricorda, «il sodalizio si chiamava “Associazione culturale macedone”, ma nel 2018, su iniziativa dei soci, è diventata “Associazione culturale Rilindja”. La sua creazione risale al periodo successivo al terremoto del 2009, mirando a rispondere alle esigenze delle comunità straniere che cercavano un punto di riferimento nel territorio. Con la riorganizzazione degli uffici, l’associazione ha svolto un ruolo cruciale nell’orientamento degli stranieri».
Un processo che fa i conti con dinamiche in continua evoluzione.
«Rimango ottimista riguardo al futuro delle comunità macedoni, albanesi e kosovare in Abruzzo e in Italia. La crescita delle liste Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) all’estero potrebbe indicare una tendenza all'emigrazione, ma la volontà politica e la collaborazione tra le comunità possono contribuire a promuovere una convivenza positiva e inclusiva. Il recupero demografico e il riconoscimento dei diritti, come il voto agli stranieri, potrebbero rappresentare passi significativi».