Alberi dei No Snam dov’è prevista la temuta centrale
SULMONA. Alberi al posto della centrale Snam. Sabato alle 11 una rappresentanza del Coordinamento No hub del gas pianterà degli alberi a Case Pente nel sito di proprietà della società del gas, dove...
SULMONA. Alberi al posto della centrale Snam. Sabato alle 11 una rappresentanza del Coordinamento No hub del gas pianterà degli alberi a Case Pente nel sito di proprietà della società del gas, dove la multinazionale vorrebbe costruire la sua centrale di compressione. L’iniziativa ha lo scopo di ribadire che quell’area appartiene all’intera collettività e nello stesso tempo intende essere un’azione di obbedienza civile per la salvaguardia del pianeta. Il progetto della Snam prevede la costruzione di una centrale del gas in un’area di dodici ettari a pochi passi dal cimitero di Sulmona. «Il tutto cementificando un terreno agricolo, in un contesto di grande qualità ambientale e paesaggistica, all’ingresso di uno degli accessi al Parco nazionale della Maiella e in presenza di uno dei Borghi più belli d’Italia, Pacentro», interviene Mario Pizzola per gli ambientalisti, «nel mentre, associazioni e comitati su tutto il territorio nazionale, sollecitano con forza la ripresa del dibattito parlamentare al Senato sulla proposta di legge contro il consumo del suolo. Per raggiungere il suo scopo la Snam ha desertificato l’area facendo tagliare tutti gli alberi da frutto che da lungo tempo i contadini del luogo vi avevano impiantato. La rimessa a dimora degli alberi intende avere anche un valore simbolico contro la deforestazione di vaste aree della terra, che è una delle cause del cambiamento climatico». Secondo il fronte del no, poi, la questione è direttamente legata alla tutela ambientale e ai movimenti di tutela del pianeta. «La comunità scientifica mondiale ci ricorda che per combattere il riscaldamento globale dobbiamo abbandonare le fonti fossili dimezzando le emissioni di CO2 entro il 2030 e azzerarle entro il 2050», aggiunge Pizzola, «in tutto l’Artico i ghiacciai perenni stanno cominciando a scongelarsi e a rilasciare grandi quantità di anidride carbonica e metano, un gas serra che è 30 volte più potente della CO2. La centrale e il metanodotto Snam sono impianti dannosi per la nostra salute, per l’economia locale, per il nostro patrimonio naturale, per il clima e del tutto inutili perché in Italia c’è sovrabbondanza di gas, mentre i consumi sono in continuo calo». (f.p.)
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