Alfedena. Strage di lupi con un letale fitofarmaco

La sostanza impiegata in agricoltura, prime conferme dalle analisi. Trovati morti anche piccoli mammiferi e rapaci
ALFEDENA
I lupi sono stati uccisi con un fitofarmaco che si usa in agricoltura. Arrivano le primissime conferme. A isolare il veleno, utilizzato da ignoti per compiere la strage, sono stati gli esami di laboratorio che hanno permesso agli inquirenti di stabilire le modalità di uccisione degli animali. Il fitofarmaco si trovava all’interno di una busta assieme alla carne impiegata per confezionare le esche.
Negli ultimi quindici giorni sono almeno quattordici i lupi rinvenuti morti per avvelenamento, in episodi che hanno interessato in particolare Pescasseroli e Alfedena, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A questi si aggiungono numerosi altri animali selvatici – tra cui piccoli mammiferi e rapaci – vittime indirette di esche avvelenate, segno di un impatto devastante sull’intero ecosistema. Dopo il caso già segnalato a Corcumello, frazione di Capistrello, la situazione appare sempre più grave e diffusa, con episodi analoghi registrati anche in altre zone della regione. Un fenomeno che, secondo gli ambientalisti, non può più essere considerato sporadico ma rappresenta una vera emergenza. Gli ultimi ritrovamenti sono avvenuti tra sabato e martedì scorso quando altre tre carcasse sono state rinvenute, oltre alle undici sequestrate nei giorni precedenti.
UN GRUPPO INTERFORZE
Ieri mattina il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, che coordina l’inchiesta, ha attivato un gruppo interforze per potenziare i controlli del territorio nelle aree di montagna. Le strategie di prevenzione e repressione sono state concordate nel corso di un summit che si è tenuto alla presenza dei vertici dei carabinieri forestali, della procura sulmonese e del direttore del Parco, Luciano Sammarone. Una cabina di regia che dovrà occuparsi di garantire sistemi di sorveglianza e protezione di un territorio messo a rischio da questo attacco alla natura.
L’INCHIESTA
La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per uccisione ingiustificata di animali. Il procuratore D’Angelo ha condannato con fermezza quanto accaduto, mentre gli investigatori cercano di risalire ai responsabili. Le prime undici carcasse, recuperate tra il 18 e il 20 aprile, sono state trasferite all’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo, dove sono in corso gli esami tossicologici. Un gesto premeditato, senza alcun dubbio. Durante gli ultimi sopralluoghi tra Alfedena e Pescasseroli, il nucleo cinofilo antiveleno ha individuato e sequestrato undici esche contaminate. Secondo i primi riscontri, i bocconi sono stati impregnati con un fitofarmaco. Ed è proprio questo il dettaglio che rende la vicenda ancora più inquietante: quelle esche non minacciano soltanto i lupi, ma anche altri animali selvatici, cani domestici, rapaci e perfino l’uomo.
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