Alice Abruzzo regala alla città la prima panchina per disabili

26 Settembre 2020

L’AQUILA. Questa mattina, alle 11, alla villa comunale sarà presentata e fissata la panchina numero 1 di Alice Abruzzo che ha sede a Onna ed è presieduta da Massimo Valenti. «Da questa meravigliosa...

L’AQUILA. Questa mattina, alle 11, alla villa comunale sarà presentata e fissata la panchina numero 1 di Alice Abruzzo che ha sede a Onna ed è presieduta da Massimo Valenti. «Da questa meravigliosa città ferita ma con tanta voglia di rialzarsi», afferma Alice Abruzzo, «partirà un messaggio di inclusione sociale e di abbattimento delle barriere architettoniche. Sarà un esempio per tutta l’Italia. Vi aspettiamo numerosi». Alla cerimonia è prevista la presenza del sindaco Pierluigi Biondi e di altre autorità locali. Ci saranno inoltre i rappresentanti delle associazioni del territorio e parteciperà il Coni, sponsor tecnico dell’iniziativa. Alice è l’acronimo di Associazione per la lotta all’ictus cerebrale ed è una federazione di associazioni a cui aderiscono tutte le regioni italiane. È un’associazione di volontariato, l’unica in Italia formata da persone colpite da ictus e dai loro familiari, neurologi e medici esperti nella diagnosi e nel trattamento della malattia, medici di famiglia, fisiatri, personale socio-sanitario addetto all’assistenza e alla riabilitazione, nonché volontari. L’attività degli aderenti è basata sul volontariato e i finanziamenti derivano prevalentemente dalle donazioni e dai contributi di soci ed enti pubblici. Alice onlus nasce ad Aosta nel 1997 su iniziativa del dottor Giuseppe D’Alessandro; grazie al suo impegno, nell’arco di pochi anni l’associazione è approdata su tutto il territorio nazionale. Alice Abruzzo è nata nel 2019 con sede a Onna dove ha già svolto numerose attività.
Alice si propone «di diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia, che a coinvolge persone di ogni fascia di età; nonché di creare un collegamento tra pazienti, familiari, e personale medico e sanitario al fine di facilitare al massimo il recupero funzionale. Tra gli obiettivi anche il tempestivo riconoscimento dei primi sintomi così come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza e la tutela del diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza dignitosi e omogenei». (g.p.)
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