Alla Framiva l’attesa dei 60 operai per l’arrivo della nuova proprietà

Lo stabilimento di Bazzano specializzato nella produzione di laminati ora dovrà essere rilanciato Ciuca (Uilm): «Grazie all’impegno del curatore fallimentare, ora ripartire subito con la produzione»
L’AQUILA. C’è grande attesa, tra i 60 lavoratori dell’ormai ex Framiva e i sindacati, per conoscere le intenzioni dei nuovi proprietari della fabbrica di Bazzano, specializzata nella produzione di laminati. Con la vendita del sito agli spagnoli della Luxe Perfil, avvenuta la scorsa settimana, si è concluso il lungo contenzioso sulla proprietà dell’immobile, tornato prima nelle mani del curatore dell’ex Otefal Omero Martella e poi ceduta per 8 milioni di euro all’azienda che era arrivata seconda all’asta fallimentare del 2015 con cui la Framiva di Varese l’aveva acquisita, senza però versare l’ultima rata.
L’ATTESA DEI 60 OPERAI
Dallo scorso luglio i 60 operai, che hanno un’età media di 45/50 anni, sono in Naspi e attendono di essere ricollocati. «Dopo che il curatore fallimentare Martella ci ha comunicato l’avvenuta vendita dello stabilimento agli spagnoli», spiega il segretario della Uilm Clara Ciuca, «abbiamo subito richiesto un incontro con la nuova proprietà. La notizia è confortante, ora ci auguriamo che si possa ripartire al più presto con l’attività produttiva. Per questo, vogliamo conoscere i tempi dell’insediamento della Luxe Perfil e soprattutto il piano industriale e delle assunzioni. In effetti», sottolinea Ciuca, «l’azienda spagnola, che era arrivata seconda all’asta fallimentare, è già operativa all’interno del sito di Bazzano, avendo preso in affitto alcuni spazi, dove c’è la lavorazione finale dei laminati. Ma manca tutta la parte della fonderia, che dev’essere rimessa in funzione. Un’operazione non facile, visto che i macchinari sono rimasti fermi a lungo, e quindi si ipotizza che non si possa ripartire prima di febbraio o marzo. Nel frattempo, va definito il piano di ricollocamento del personale: sappiamo che servono figure professionali specializzate e i lavoratori aquilani lo sono, vengono dalla lunga storia della Otefal, quando la pianta organica contava 180 persone».
l’appello
La Uilm aveva lanciato un appello solo qualche giorno prima della conclusione positiva della vertenza: «Ringraziamo il curatore Martella», aggiunge Ciuca, «che si è dato da fare per garantire un futuro ai 60 operai e alle loro famiglie. Il nostro territorio continua a soffrire, dal punto di vista occupazionale», conclude il segretario Uilm, «e non si potevano assolutamente disperdere professionalità e macchinari all’avanguardia, in un settore che ha un mercato aperto».
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