Allagamenti, il Comune paga i danni

11 Marzo 2019

Le motivazioni dei giudici d’Appello: «L’ente locale, e non la Gsa, deve provvedere alla manutenzione delle caditoie»

L’AQUILA. I danni causati da allagamenti per la cattiva manutenzione delle caditoie li deve pagare il Comune e non la Gran Sasso Acqua. Questa la sentenza che può essere definita “pilota” per i tanti casi simili, depositata dalla Corte d’Appello. Il riferimento specifico è rivolto ai danni causati a un condominio situato in via Carducci, a Pettino, in seguito a un violentissimo acquazzone. Una fattispecie sempre più frequente, negli ultimi anni, in seguito alla “tropicalizzazione” del clima. Questo ha creato molti contenziosi tra privati danneggiati e Comune. I giudici di appello hanno interpretato in tal senso un precedente accordo tra Cogeri (ora Gran Sasso Acqua) e Comune. «Per quanto qui interessa», si legge nella motivazione, «la convenzione tra Comune e Consorzio non consente di affermare che oggetto dell’affidamento gestionale fosse anche la manutenzione delle caditoie stradali che non sono elementi strutturali delle reti fognanti ma elementi della rete stradale. Deve escludersi che la Gran Sasso Acqua fosse custode delle caditoie o comunque tenuta alla manutenzione». La conseguenza di questo «non può che essere quella di individuare quale soggetto tenuto, in qualità di proprietario e custode, alla manutenzione delle caditoie e responsabile degli eventi dannosi nel giudizio, il Comune dell’Aquila e non la Gran Sasso Acqua».
C’è poi una valutazione fatta sulla scorta di una perizia. «Emerge con chiarezza», dicono i giudici, «dalle relazioni e dalla circostanza che il consulente tecnico ha riscontrato, pur a distanza temporale dei fatti, la completa ostruzione per la presenza di ingenti detriti (evidentemente accumulatisi nel tempo e non attribuibili a più recenti contingenze) delle caditoie stradali». I giudici hanno poi disposto il pagamento di un risarcimento, che complessivamente è di circa 20mila euro, a carico dell’ente locale e non della Gsa. La controversia era nata dopo che un privato, assistito dall’avvocato Luciano Dell’Orso, aveva denunciato alcuni danni patiti a causa della pioggia. I giudici, comunque, hanno ribaltato una decisione per la quale a pagare doveva essere la Gran Sasso Acqua. Ma va anche segnalata una perizia, adoperata nel giudizio di primo grado, per la quale ci sono problemi di smaltimento idrico in quella zona che negli ultimi decenni ha avuto un aumento di popolazione considerevole, ma la situazione idrica è rimasta quella degli anni Ottanta.
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