Allarme focolai, 48 positivi da inizio mese

27 Agosto 2020

Grimaldi (Malattie infettive): «La Valle Peligna preoccupa». E quattro migranti fuggono dal centro d’accoglienza di Pettorano

SULMONA. «Attualmente la zona che desta più preoccupazione a livello di contagio è la Valle Peligna e Sulmona in particolare dove sono in atto numerosi focolai che vanno tenuti sotto stretto controllo». A parlare è il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, il quale sottolinea la delicatezza del momento in un territorio alle prese con una diffusione esponenziale del contagio. Dall’inizio del mese di agosto sono stati accertati 48 casi positivi, 50 se si considerano i due dell’Alto Sangro riferiti ai due turisti di Pescasseroli e Scontrone.
In particolare sono 27 le persone affette da Covid residenti a Sulmona, 7 a Pettorano, 6 a Pratola Peligna, 4 a Introdacqua, 2 a Bugnara, 1 a Corfinio e 1 a Scanno. Mentre il numero delle persone sottoposte a sorveglianza attiva dalla Asl si è assestato a 341, anche se è destinato a salire già nelle prossime ore, alla luce nel nuovo fronte di contagio che si è aperto ieri a Pettorano sul Gizio con un 61enne risultato positivo al coronavirus.
Il nuovo caso non sarebbe collegato con nessuno dei tre focolai esistenti in paese e nella zona peligna. È stato scoperto ieri mattina quando è stato attivato il protocollo previsto dopo la richiesta arrivata da parte di un residente di Pettorano che aveva richiesto le cure mediche del 118 dopo aver avvertito febbre e dispnea. Dopo il trasferimento nel pre-triage dell’Annunziata, l’uomo è stato sottoposto a tampone e alla Tac, quest’ultimo esame ha evidenziato una polmonite bilaterale, ragione che ha spinto i medici, una volta accertata la positività dell’uomo, a trasferirlo nel reparto Covid del San Salvatore dell’Aquila.
Nel frattempo sale il numero di casi positivi anche in Alto Sangro. Dopo il caso di Pescasseroli, ieri è risultata positiva al virus anche una turista romana di appena 20 anni che sta trascorrendo alcuni giorni di ferie a Villa Scontrone, paese dei nonni. La giovane era tornata dalla Sardegna. Tre familiari sono in quarantena. Mentre continua la fuga dei migranti dal Centro di accoglienza di Ponte d’Arce. All’appello, sui 12 provenienti dalla Tunisia arrivati lo scorso 16 luglio, ne mancano 4 che sono scappati dalla struttura. Gli ultimi tre nei giorni successivi a Ferragosto. Ma soltanto ieri lo ha reso noto il sindaco di Pettorano, Pasquale Franciosa, sul cui territorio ricade la competenza del centro di accoglienza. I primi tentativi di fuga c’erano stati alla fine di luglio quando in tre tentarono di scappare per essere ripresi dalla polizia dopo poche ore al centro di Sulmona. Stessa sorte era toccata al tunisino recuperato a Pescara la sera di Ferragosto.