Alloggi dei militari: niente ricostruzione ma case alternative

20 Aprile 2015

Cialente: «I 7 milioni risparmiati per l’immobile a Villa Gioia andranno destinati al recupero di edifici pubblici di pregio»

L’AQUILA. Si migliora la viabilità della zona, aumentano gli spazi a favore del tribunale e soprattutto si risparmiano 7 milioni di euro. Sta per concretizzarsi il progetto del Comune, che prevede la sostituzione edilizia degli immobili residenziali del ministero della Difesa a Villa Gioia. Dopo l’accordo di massima già siglato a Roma con il ministro Paola Pinotti, a fine mese rappresentanti del ministero e dell’Agenzia del territorio concorderanno l’operazione dal punta di vista tecnico con l’amministrazione comunale: non verranno ricostruite le 20 abitazioni, che nel piano di ristrutturazione sarebbero dovute diventare 40, e ai militari saranno assegnate case alternative, che fanno parte del patrimonio immobiliare comunale.

Le risorse risparmiate potranno essere impiegate, secondo il sindaco Massimo Cialente, per il recupero di edifici pubblici, come Palazzo Carli, oppure Santa Maria dei Raccomandati, rimasti a secco di finanziamenti.

«Ma con 7 milioni», sottolinea il primo cittadino, «si possono fare tante cose, compresa la copertura, per due anni o più, delle spese per il personale addetto alla ricostruzione». Cialente ha già incassato il sì del ministro Pinotti: «L’idea è di evitare la ricostruzione post-sisma dei venti appartamenti di Villa Gioia appartenenti al ministero della Difesa, ad uso dei militari che risiedono in città, a cui potrebbero invece essere assegnate case che il Comune ha a disposizione, tra le cosiddette abitazioni equivalenti che abbiamo acquisito, oppure nell’ambito degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). In questo caso, verrebbero individuate soluzioni alternative per gli attuali assegnatari. Il progetto predisposto dal Provveditorato alle opere pubbliche prevede a Villa Gioia la realizzazione di 40 abitazioni, al posto delle attuali 20: la nostra proposta è invece di rendere la zona interamente direzionale, in modo da poter intervenire sulla viabilità, apportando miglioramenti, e nello stesso tempo aumenterebbero gli spazi a disposizione del palazzo del tribunale, che sta per essere restituito alla città. C’è già l’accordo con il ministro della Difesa Paola Pinotti», precisa Cialente, «e a fine mese con il ministero e l’Agenzia del territorio ci siederemo intorno a un tavolo per valutare la fattibilità del progetto dal punto di vista tecnico». Subito dopo si penserà all’utilizzo dei 7 milioni risparmiati: «Potrebbero essere destinati», conclude il sindaco Cialente, «al recupero di edifici pubblici danneggiati dal sisma, come Palazzo Carli, oppure Santa Maria dei Raccomandati, per il quale attualmente non ci sono finanziamenti».

Romana Scopano

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