Alpini morti, l’abbraccio della città

In centinaia alla camera ardente, ieri l’addio a Cassa. Oggi i funerali di De Giorgi

L’AQUILA. Centinaia di persone in visita alla camera ardente allestita alla caserma Pasquali. L’ultimo omaggio della città a Giovanni De Giorgi e Massimiliano Cassa, i due caporalmaggiori del Nono reggimento alpini, precipitati venerdì scorso, durante un’escursione sul Gran Sasso e recuperati mercoledì pomeriggio dopo una serie di tentativi andati a vuoto a causa del maltempo. Chiusa la camera ardente, i due feretri sono partiti per la Puglia. Ieri pomeriggio a Corato, in provincia di Bari, in tantissimi si sono stretti intorno alla famiglia Cassa per l’ultimo saluto a Massimiliano. Oggi pomeriggio a Galatone, in provincia di Lecce, verranno celebrati i funerali del 26enne Giovanni De Giorgi.

Tutta la caserma e l’intera città dell’Aquila si sono stretti in questi giorni al dolore dei famiari dei due alpini, traditi dalla passione per la montagna. «Due ragazzi sempre pronti ad affrontare con serenità ogni tipo di impegno, anche la missione in Afghanistan dalla quale erano tornati nella primavera del 2013», raccontano gli amici e i colleghi. Ieri mattina alla caserma Pasquali, a portare conforto ai familiari dei due caporalmaggiori, c’era anche il capo di Stato maggiore dell’esercito, Claudio Graziano, che ha visitato la camera ardente in forma privata. Con lui il comandante della Brigata Alpina Taurinense Massimo Panizzi e il comandante del Nono reggimento alpini Massimo Iacobucci, che in questi giorni hanno seguito le operazioni di recupero delle salme. Sono intervenuti, oltre ad altre autorità civili e militari, anche il prefetto Francesco Alecci, l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi e il sindaco Massimo Cialente, accompagnato dal gonfalone del Comune. «Nessun genitore», ha detto il sindaco nell’incontro privato coi familiari, «dovrebbe essere sottoposto a uno strazio così estremo, innaturale. La perdita di un figlio è un dolore troppo grande che non può trovare nessuna consolazione. Tutta la nostra città vuole abbracciare i familiari di questi due giovani alpini».

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