Annegò nel canale, cinque anni all’amico fuggito
La tragedia nel 2017 a Borgo Ottomila: il 31enne che guidava l’auto non prestò soccorso
AVEZZANO. Aveva abbandonato l’amico incastrato nell’auto finita in un canale del Fucino, lasciandolo annegare nell’acqua gelida.
Con queste accuse, l’uomo è stato condannato e dovrà scontare la pena di 5 anni di reclusione con l’accusa di omicidio stradale e con le aggravanti di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e omissione di soccorso.
Una sentenza definitiva quella nei confronti di Lahrach Imad, 31 anni, marocchino con precedenti penali per spaccio di droga.
I fatti risalgono a dicembre del 2017 quando nell’incidente stradale perse la vita Chaabi Haicham, 35 anni, connazionale, senza precedenti penali.
La Volkswagen Golf guidata da Imad stava percorrendo Strada 22 nalla piana del Fucino, vicino a Borgo Ottomila, frazione di Celano.
La macchina era finita in un canale colmo di acqua, dopo aver sbandato.
L’incidente era avvenuto dopo una curva che il conducente non ha visto oppure ha affrontato in modo sbagliato, al punto che, stando ai rilievi condotti dai carabinieri di Avezzano, Celano e Trasacco, la macchina sarebbe andata dritta, finendo la corsa all’interno del corso d’acqua.
Il passeggero era morto annegato nell’acqua gelida. Al loro arrivo, i soccorritori non avevano trovato il conducente.
Infatti, l’automobilista era riuscito a uscire dal finestrino ed era andato via, facendo perdere le sue tracce. Una fuga di breve durata. Il 31enne, infatti, era stato rintracciato dai carabinieri e arrestato. Lo straniero, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, era stato condannato a 5 anni in primo grado, sentenza confermata in Cassazione.
L’incidente, all’epoca, aveva riproposto anche la pericolosità delle strade del Fucino che costeggiano i canali, molte delle quali sono sprovviste di barriere di protezione. Fatto quest’ultimo che ha sollevato più di una protesta. (p.g.)

