Applausi ed emozioni così la festa riaccende la voglia di partecipare

29 Agosto 2018

Tra aquilani e turisti pareri positivi e qualche suggerimento «Più attenzione per i giovani, nel complesso è andata bene» 

L’AQUILA. Applausi a intermittenza, riservati al passaggio della Dama della Bolla, Paola Protopapa, scortata dai carabinieri in alta uniforme, dai rappresentanti di Atleticamente Insieme e Special Olympics, e al Corpo dei vigili del fuoco, che ha raccolto l’ovazione del pubblico presente. Per il resto il corteo della Perdonanza, partito da Palazzo Fibbioni, alle 16 in punto, ha attraversato quasi silenziosamente il centro storico, sfilando lungo il corso fino a piazza Duomo, e giù verso Corso Federico II per raggiungere l’ampio viale di Collemaggio, non senza uno sfilacciamento che ha provocato un ritardo di una quindicina di minuti, per fare, poi, ingresso sul prato, davanti alla basilica.
CHI C’ERA. Alla testa del corteo civile, il gonfalone della città dell’Aquila, con il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, i consiglieri, il vicesindaco, Guido Quintino Liris e la giunta al completo, il comitato Perdonanza, con il direttore artistico, Leonardo De Amicis. Tra i rappresentanti istituzionali, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, gli onorevoli Stefania Pezzopane, Gaetano Quagliariello, Luigi D’Eramo, Marco Marsilio, Antonio Martino e il generale di brigata della Finanza, Fabrizio Lisi. Presenti, per la Regione, anche il presidente, Giovanni Lolli, il presidente del consiglio, Giuseppe Di Pangrazio e il consigliere, Pierpaolo Pietrucci. In coda, dopo i rappresentanti istituzionali, i comuni con i gonfaloni, le autorità civili e religiose, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con il sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, Gianluca Vacca e il cardinale, Giuseppe Petrocchi, che hanno accompagnato l’incedere della Dama della Bolla. «È un grande onore per me essere qui», le parole del sottosegretario Vacca. «Il mio impegno e quello del governo per L’Aquila sarà massimo: dobbiamo riprogrammare la fine della ricostruzione. Lavoreremo per il riconoscimento della Perdonanza a patrimonio Unesco e, poi, ci sono tanti progetti sulla cultura che vanno portati avanti». Tra i primi sfilare, con orgoglio ed emozione, l’onorevole Letta che parla di «Perdonanza speciale, che torna all’antica tradizione con l’apertura della Porta Santa e, a seguire, la messa. Dopo il terremoto è sempre stato il contrario, non potendo celebrare la funzione nella basilica. Un bel segnale, in prossimità del decennale del sisma».
LE VOCI DAL CORTEO. Il corteo storico, con i figuranti, è sempre un piacevole colpo d’occhio. Dame e cavalieri, con i sontuosi abiti d’epoca, catalizzano l’attenzione dei presenti. «Una Perdonanza bellissima, piena di spunti religiosi, nel segno della fratellanza», dice Loredana Masciocco. «Hanno riportato all’Aquila lo spirito di comunione». «Una manifestazione sempre più interessante, quest’anno particolarmente curata. Forse un po’ carente la comunicazione degli eventi, visto che è stato difficile reperire i programmi», commenta Laura Grante. A seguire il corteo ci sono tanti ragazzi: «L’organizzazione è stata buona, il livello dei concerti alto», osserva William Giordano, «ma è mancata l’attenzione all’intrattenimento giovanile, per una fascia Under 30».
TURISTI E AQUILANI. C’è chi arriva da Roma, come tutti gli anni. «Mi sono piaciuti tanto i vigili del fuoco, che hanno raccolto applausi a ripetizione», afferma Giorgio Antonino. «Non perdo un’edizione della Perdonanza: questa è stata particolarmente emozionante». «Peccato per l’assenza delle scuole, che gli altri anni hanno sempre partecipato, mentre in questa edizione sono state tenute inspiegabilmente fuori», dichiara Mara Cococcetta, insegnante.
L’ATTESA SUL SAGRATO. Si respira un clima di festa. La Perdonanza celestiniana piace, così come il rinnovato corteo, apparso più snello e con meno orpelli: una veste cucita appositamente addosso alla 724ª edizione della Perdonanza, la prima celebrata con la piena funzionalità della basilica di Santa Maria di Collemaggio, restaurata dopo il sisma del 2009 e restituita alla città a dicembre scorso. Il momento clou si ha quando la Bolla del Perdono passa dalle mani della Dama in quelle del sindaco, per la lettura del messaggio celestiniano. L’indulgenza plenaria concessa da San Pietro del Morrone risuona nell’aria, scandita dalle parole di Biondi che declama il testo della preziosa pergamena. Parole di pentimento, riconciliazione, fratellanza, amore e solidarietà. Qualche istante e la Porta Santa si apre al Perdono collettivo. Come ogni anno, in nome di Papa Celestino.
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