Arrestato il connazionale di Ayoub

El Mamouni preso a Celano, era accanto al marocchino nell’auto che ha provocato l’incidente. Era fuggito perché ricercato
AVEZZANO. Sentiva il fiato sul collo e per tale motivo stava programmando la sua fuga dalla Marsica. Youssef El Mamouni, marocchino di 30 anni, è stato arrestato dalla polizia mentre si trovava davanti a un bar di Celano con alcuni connazionali. Si tratta, secondo quanto emerso dalle indagini, dello straniero che si trovava sul lato passeggeri al momento dell’incidente che ha portato alla morte della 23enne di Aielli Sara Sforza. Era ricercato in tutta Italia per reati di spaccio di droga e condannato già dal tribunale di Lecco a un anno di carcere. Il latitante sarebbe fuggito subito dopo l’incidente. È stato arrestato dagli agenti del commissariato di Avezzano, che erano sulle sue tracce da diversi giorni.
Sembrerebbe che fosse in procinto di allontanarsi, soprattutto alla luce dell’incidente mortale che vede indagato il suo connazionale, Jarrar Ayoub, per omicidio stradale. Al vaglio ci sarebbe anche la sua posizione riguardo lo schianto mortale dello scorso 2 gennaio, al fine di accertare quali e se ci siano responsabilità anche da parte sua. Potrebbe configurarsi per lui il reato di omissione di soccorso.
Intanto dovrà essere ascoltato all'ospedale dell'Aquila nelle prossime ore Jarrar Ayoub. Dovrà prima subire un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo facciale del San Salvatore, dov’è attualmente ricoverato. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata ieri dal gip del tribunale di Avezzano Anna Carla Mastelli, su richiesta del procuratore Andrea Padalino. Secondo le accuse, Jarrar Ayoub, in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di cocaina, dopo una serie di sorpassi ad alta velocità, in un tratto di strada ascendente e con linea continua, ha centrato in pieno la Renault Twingo, che procedeva nel senso opposto, condotta da Sara Sforza, causando anche il ferimento del suo fidanzato, Alessio Vergari. Per la ricostruzione dei fatti determinante il racconto di uno dei testimoni chiave. È stato ascoltato dai carabinieri un agente finanziario della provincia di Roma, che stava viaggiando a bordo della sua auto insieme alla compagna e alla figlia. I militari della compagnia di Avezzano, al lavoro sulla ricostruzione dello schianto, hanno raccolto le spontanee dichiarazioni del testimone. Ha raccontato in modo dettagliato i drammatici momenti dei soccorsi, affermando che la giovane era ancora in vita e chiedeva aiuto. Lui le avrebbe tagliato la cintura di sicurezza poco prima dell’arrivo di una parente della ragazza, che si trovava a passare proprio in quel momento e che ha tentato un intervento di soccorso. Mancava un quarto d’ora alle 17. Sul caso ci sarebbero ancora alcuni punti da approfondire, in particolare quelli legati alle condotte di tutti i soggetti coinvolti nell’incidente, nell’intervento e nei soccorsi, ma anche la questione riguardante l’interno dell’auto guidata dal marocchino.
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