Arrestato per violenza sessuale e poi scarcerato. Il giudice: «Dal video nessun elemento per l’abuso»

«Nel filmato non ci sono indizi della presunta aggressione alla 16enne», così il gip del tribunale di Avezzano ha convalidato l’arresto del 21enne accusato di violenza sessuale, disponendone però l’immediata scarcerazione
AVEZZANO. L’esame del video non consente di rilevare elementi indicativi di uno stato di costrizione della vittima o, comunque, di abuso. Nella specie, invero, non può ritenersi che il prevenuto abbia agito approfittando delle condizioni di ebbrezza della ragazza, in modo da ottenere dalla stessa favori sessuali che, altrimenti non avrebbe ricevuto». Ecco cosa emerge dall’ordinanza del gip del Tribunale di Avezzano, che ha convalidato l’arresto del 21enne accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una 16enne, disponendone però l’immediata scarcerazione. Per il giudice nel filmato «non si vedono spinte, strattonamenti violenti o percosse». Al contrario, «molto spesso la minore viene trattenuta dal prevenuto non tanto per essere costretta a fare qualcosa, ma piuttosto perché in equilibrio precario».
IL VIDEO
Il caso risale al tardo pomeriggio di giovedì scorso. Il giovane, un egiziano residente da anni a Tagliacozzo, è stato arrestato in stato di quasi-flagranza dai carabinieri di Avezzano con l’accusa di aver costretto la minore a subire atti sessuali abusando del suo stato di “grave ubriachezza”. L’esame degli atti ha ridimensionato il quadro. Il fulcro del provvedimento iniziale si concentrava sulle dichiarazioni rese dai residenti e dallo stato confusionale della 16enne al momento dell’arrivo dei militari. Le immagini immortalate dai testimoni, però, raccontano un’altra cosa. Nel motivare l’assenza di esigenze cautelari, il gip rileva che «gli indizi emergenti dagli atti siano privi del carattere di gravità, avuto particolare riguardo alle dichiarazioni rese dalla minore». Sentita dai carabinieri il giorno successivo agli eventi, la stessa «recisamente smentiva qualsivoglia atto di violenza o costrizione commesso dall’indagato», parlando di un rapporto «pienamente consenziente» nell’ambito di una stabile frequentazione di circa due mesi. Per il gip non si può ritenere che il giovane abbia agito «approfittando delle condizioni di ebbrezza della ragazza, in modo da ottenere dalla stessa favori sessuali», anzi, si nota come il ragazzo, «probabilmente ubriaco anche lui, cerchi approcci sessuali che non ricevono un netto rifiuto». Dall’analisi del video si vedrebbe inoltre che «durante i fatti la giovane parla anche al tempo al telefono e il ragazzo tiene la mano della minore, preoccupandosi di darle dell’acqua». Essendo l’indagato incensurato, operaio e con “una vita regolare”, il gip ha escluso il pericolo di recidiva.
LA DIFESA
L’avvocato di fiducia nominato dall’indagato Luigi D’Ignazio ha parlato di «un atto consenziente, non c’è stata costrizione o violenza», spiega. Richiama comunque «la necessità che siano i giudici, attraverso gli accertamenti previsti dalla legge, a verificare se la dinamica dei fatti corrisponda a questa versione. È importante che venga usata estrema cautela nella comunicazione pubblica, ricordando che si parla di ragazzi molto giovani e che ogni parola può pesare come una sentenza. Evitiamo etichette infamanti e ricostruzioni affrettate, che rischiano di segnare per sempre il percorso umano e relazionale delle persone coinvolte». L’avvocato richiama infine «la presunzione di innocenza, sottolineando che i coinvolti non possono essere trattati come colpevoli prima di una sentenza definitiva», avvertendo del rischio che il caso «venga piegato a strumentalizzazioni mediatiche e politiche, alimentando un processo parallelo che condanna prima ancora che la magistratura si esprima. Rispettiamo i tempi e le sedi della giustizia, senza pressioni esterne e senza scorciatoie mediatiche, poiché solo lasciando lavorare i magistrati nelle aule competenti sarà possibile arrivare a una decisione equilibrata, che tenga insieme verità processuale e tutela effettiva di tutte le persone coinvolte».
LE REAZIONI
Sulla vicenda è intervenuto il già deputato Camillo D’Alessandro: «Non sappiamo quale sarà la verità processuale. C’è una minore, le sue dichiarazioni. Ci vuole silenzio. Ma di certo non abbiamo bisogno di un altro avvoltoio che per due voti di più sfrutta un dramma», ha commentato. Ha parlato poi attraverso una nota siglata da “Casa Riformista” il coordinatore territoriale di Italia Viva, Claudio Abruzzo: «Abbiamo assistito ad atteggiamenti e prese di posizione che non sono degne di una città come la nostra, poco rispettosi della civiltà giuridica del nostro Paese, con toni e pretensioni inconciliabili non solo con i princìpi generali del diritto ma persino con il buonsenso e la minima educazione. Auspichiamo uno sforzo di riflessione utile», ha concluso, «senza farsi strumento e oggetto di bolle speculative di odio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

