Asl, i sindaci difendono Testa: «Ma ora servono risposte rapide»

27 Giugno 2021

Giudizio meno pesante sull’operato dell’ex manager dopo le valutazioni del governatore Marsilio Biondi: «Rispetto l’uomo e il professionista, ha affrontato situazioni complesse aggravate dal Covid»

L’AQUILA . La stroncatura da parte del presidente della Regione Marco Marsilio non convince i sindaci. Sul “caso Testa”, il manager dell’Asl rimosso con largo anticipo dall’incarico per «gravi inadempienze» legate in particolare all’emergenza Covid-19, i primi cittadini dei principali comuni della provincia adottano una linea prudente di valutazione. Dopo le motivazioni fornite dal governatore sulla risoluzione del contratto due anni prima del previsto, in un approccio più da amministratori che politico, l’aquilano Pierluigi Biondi, l’avezzanese Gianni Di Pangrazio e la sulmonese Annamaria Casini evitano di buttare la croce addosso al dirigente defenestrato meno di una settimana fa.
IL RISPETTO. «Al momento del suo insediamento il direttore Roberto Testa si è dovuto confrontare con problematiche complesse, dalle pesantissime restrizioni imposte dal precedente governo regionale di centrosinistra in ordine al turnover del personale e blocco delle assunzioni, ai gravissimi ritardi nell’edilizia sanitaria provocati dalla giunta D’Alfonso, che intendeva perseguire la strada dei project financing andando oltre il pur legittimo rapporto con l’imprenditoria privata», sottolinea Biondi, che è anche presidente del comitato ristretto dei sindaci dell’Asl, «a queste complicazioni si è aggiunta la più grave pandemia della storia recente con cui tutti abbiamo dovuto imparare a fare i conti. Rispetto l’uomo e il professionista Testa: detto ciò ritengo che la storia della pubblica amministrazione debba andare oltre le donne e gli uomini che la compongono ed essere ispirata dalle scelte che la politica è chiamata a disegnare. Così come ho salutato Roberto Testa, ho già sentito il nuovo direttore generale Ferdinando Romano, che conosco da tempo, con cui auspico un rapporto di collaborazione proficuo con l’obiettivo di superare la crisi epidemica ancora in corso, accelerando ulteriormente nella campagna vaccinale, e di riequilibrare il sistema sanitario delle aree interne con quello delle zone costiere».
ASCOLTO DEI TERRITORI. «Ho più volte manifestato l’inadeguatezza del management dell’Asl: abbiamo visto tutti quello che è successo nei nostri ospedali durante l’emergenza sanitaria sia nella scorsa primavera che in autunno», osserva Di Pangrazio, «tanto che ho convocato un’assemblea dei sindaci della Marsica proponendo a Marsilio, se non il commissariamento dell’azienda sanitaria, un affiancamento della dirigenza. È stato alzato, però, un muro invalicabile in quel periodo, come se andasse tutto bene. Ora, però, spero che alcune situazioni siano accelerate e auspico che il nuovo direttore generale visiti subito i territori e si confronti con i sindaci e gli operatori sanitari. È fondamentale che verifichi di persona. Serve un cambio di passo che riparta dall’ascolto delle esigenze reali di un’area come la nostra in cui gravitano 142mila utenti del sistema sanitario».
INTERRUZIONE BRUSCA. «La gestione sanitaria in Valle Peligna in questi mesi di pandemia è stata molto difficile e ho chiesto interventi puntuali, restando spesso inascoltata sia dalla Regione che dall’Asl, per migliorare aspetti molto critici, ospedalieri ma anche a livello territoriale, di cui fanno le spese i cittadini», fa sapere Casini, «devo constatare però che negli ultimi mesi si stava riavviando un dialogo costruttivo ed è per questo che una brusca interruzione mi vede perplessa, nella misura in cui si interrompono in modo traumatico azioni in corsa in una fase ancora di emergenza. Auspico pertanto che il nuovo direttore abbia la capacità di allacciare da subito e concretamente con i territori una relazione collaborativa, perché le risposte che attendiamo sono tante e urgenti».
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