Assistenza per i disabili C’è l’intesa Asl-Comune

Struttura “Dopo di noi” per il sostegno anche dopo la scomparsa dei genitori Al via monitoraggio dell’utenza e reperimento di immobili da destinare al progetto
L’AQUILA. Le “certezze di cura e assistenza alle persone disabili dopo la scomparsa dei genitori o parenti che li accudiscono”, sono la problematica al centro del protocollo firmato ieri pomeriggio in un convegno sull’autismo e presentato ieri mattina in Comune.
Il protocollo, stilato dopo una lunga serie di incontri tra Comune, Asl e rappresentanti delle associazioni interessate, è stato presentato dal sindaco Pierluigi Biondi, dall’assessore alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti e da Maria Luisa Ianni, consigliere comunale.
Insieme a loro i rappresentanti dell’Asl e delle numerose associazioni che si occupano di sociale e disabilità. «Si tratta di un protocollo molto snello, ma allo stesso tempo operativo», ha spiegato l’assessore Bignotti. «Nell’accordo è prevista la creazione di un database condiviso tra Comune e Asl per monitorare l’utenza, reale e potenziale, che potrebbe aver necessità di ricorrere al “Dopo di noi”, nonché le strutture che attualmente operano sul territorio e si occupano di assistenza ai disabili».
«Il Comune dell’Aquila individuerà alcuni immobili, inseriti nel tessuto urbano, da attrezzare per soddisfare le esigenze dei disabili», ha spiegato Bignotti. Non solo Progetto Case e Map, evidentemente, ma anche appartamenti di proprietà comunale potranno essere utilizzati «dai familiari di pazienti che dovessero venire in città per motivi sanitari e seguire un percorso terapeutico al San Salvatore».
I familiari dei disabili potranno quindi trovare un appoggio «per godere le bellezze della città mentre i propri cari sono affidati alle cure ospedaliere».
Nell’accordo è prevista la nascita della consulta comunale della disabilità che, insieme al disability manager appena istituito, darà un grande impulso «a dare risposte reali alle esigenze di socialità e inclusione attiva delle persone con difficoltà», ha spiegato il sindaco Biondi, che ha ricordato l’iter della fornitura del sollevatore della piscina comunale. «Un giorno un disabile mi aveva chiesto perché non ci fosse un sollevatore in piscina. Con il vicesindaco Guido Liris ci siamo accorti che quel sollevatore poteva essere acquistato con una spesa tutto sommato irrisoria. C’è voluto un po’ per le carte, ma alla fine il sollevatore c’è e mi dicono sia regolarmente usato non solo dai disabili ma anche da chi usa la piscina per le terapie riabilitative». «Il protocollo e la nascita della consulta della disabilità», ha detto Maria Luisa Ianni, «rappresentano per quest’amministrazione un concreto atto di certezza di assistenza per i disabili».
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