«Ateneo a fianco dei parenti delle vittime»

La rettrice: fiducia nella magistratura. E va avanti il progetto per una nuova struttura in centro storico
L’AQUILA. «Non ci sentiamo controparte, ma parte in causa. Gli otto giovani universitari che hanno perso la vita in quella struttura la notte del sei aprile 2009 erano nostri studenti. L’Università è a fianco ai loro parenti». La rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, commenta così la sentenza della Cassazione dello scorso mercoledì con cui si confermano le condanne per il crollo della Casa dello studente. Rigettata la richiesta del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Oscar Cedrangolo, che aveva proposto di fatto la rideterminazione della pena tramite un nuovo dibattimento, il collegio giudicante ha invece confermato la condanna d’Appello a quattro anni di reclusione per i tecnici.
«Le sentenze non si commentano» ha continuato la Inverardi, «e comunque in questa situazione ogni commento sarebbe fuori luogo. Abbiamo piena fiducia nella magistratura e dunque siamo certi che il suo operato sia insindacabile. Personalmente ritengo che questa sentenza possa rafforzare la fiducia nelle istituzioni da parte delle famiglie che sono state così duramente colpite».
La rettrice non vuole commentare, invece, la causa civile che potrà coinvolgere l’istituzione. «Faremo quello che dovremo fare», dice. «Se verranno rilevate delle responsabilità, certo non ci tireremo indietro. Per il momento, comunque, non siamo direttamente coinvolti. In ogni caso resteremo vicini alle famiglie delle vittime. Intanto, ci stiamo impegnando per la progettazione di uno spazio in memoria delle vittime al posto di quella che era la Casa dello studente di via XX Settembre. È stata infatti firmata una bozza di convenzione con il Comune in tal senso».
Intanto, vanno avanti le trattative per la realizzazione di una nuova Casa dello studente in viale Duca degli Abruzzi, nei pressi del polo Umanistico d’Ateneo. L’ipotesi, lanciata già nel 2011 dall’allora presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila, Francesco D’Ascanio, è stata rilanciata nell’ambito della complessiva riqualificazione dell’area della Fontana Luminosa.
«Se ne stanno occupando Adsu e Comune», spiega la Inverardi, «nel frattempo continueremo ad utilizzare la ex caserma Campomizzi che comunque ha un numero di posti congruo alle esigenze dell’Ateneo». Per la realizzazione del progetto è necessaria infatti una “permuta immobiliare” che prevede la cessione all’amministrazione comunale dell’ex Casa dello studente in via XX Settembre, acquisendo in cambio l’ex scuola media Carducci.
Michela Corridore
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