Attacco hacker, il nuovo allarme: «Ora sono a rischio gli stipendi»

Il Pd chiede chiarezza sulle difficoltà nel reperire i dati del personale e il conteggio delle ore di lavoro Marsilio: «Indagini su eventuali responsabilità». Oggi il manager Romano ascoltato in commissione
L’AQUILA. All’orizzonte si palesa un altro allarme, spuntato fuori alla vigilia del settimo giorno di caos totale della sanità aquilana: se la Asl non riuscirà a sbloccare in tempi rapidi il suo sistema informatico paralizzato dall’attacco hacker, potrebbe andare incontro a difficoltà nel pagamento degli stipendi dei suoi quasi quattromila dipendenti. Il personale sta infatti “timbrando” il proprio badge all’ingresso e all’uscita, ma senza avere davvero certezza sul fatto che le ore di lavoro vengano registrate. Come appare incerto il recupero dei documenti e dell’anagrafica di ogni singolo lavoratore, a partire banalmente dal conto corrente su cui accreditare lo stipendio.
Quello dei pagamenti è un rischio di cui si parla con insistenza nell’azienda sanitaria e che ieri è stato fatto emergere pubblicamente dal Partito democratico. Questo, mentre proprio al Pd ha deciso di rispondere il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, prendendo posizione e svelando indagini per scovare eventuali responsabilità all’interno dell’azienda.
Ma prima c’è una crisi da gestire e in prima linea c’è anche la task force di esperti informatici, in collaborazione con la polizia postale. Da una parte c’è la richiesta di riscatto – l’entità totale potrebbe essere di milioni, ma non è stata ancora chiarita – da parte del gruppo di hacker “Ramsomware Monti”, che ha criptato i dati dell’archivio digitale della Asl e che minaccia di diffondere una valanga di documenti con informazioni sensibili sui pazienti e sui dipendenti. Dall’altra parte ci sono gli enormi disservizi per la cittadinanza e per gli operatori di tutta la provincia. Ospedali, ambulatori e uffici della Asl sono infatti in tilt a causa del blocco del sistema informatico interno, sostituito temporaneamente dal ritorno al cartaceo e ai fax. Difficoltà non si vivono soltanto nella prenotazione e nel pagamento di ticket di visite ed esami, ma anche con le forniture – si parla di problemi con il reperimento ad esempio del sangue e di alcuni farmaci – e nel ricostruire la storia clinica dei pazienti, vista l’impossibilità di accedere alla documentazione. Oggi, su tutto questo, il direttore generale della Asl, Ferdinando Romano, riferirà nella commissione regionale Sanità.
LE ACCUSE POLITICHE
«È vero che sarà impossibile pagare gli stipendi ai dipendenti, con sistema informatico paralizzato? Cosa si è fatto per rendere sicuro il sistema informatico della Asl, drammaticamente violato dagli hacker? Il servizio Ced della Asl ha personale e mezzi adeguati, è stato messo in condizioni di operare dalla direzione aziendale?»: sono, queste, alcune domande emerse nella conferenza stampa di ieri mattina del Pd, alla presenza di Eva Fascetti, responsabile regionale Sanità nel partito, dei consiglieri comunali Stefano Albano e Stefano Palumbo, di quello regionale Pierpaolo Pietrucci e del coordinatore provinciale Francesco Piacente. Nella conferenza si è tornati ad attaccare, accusandoli di restare in silenzio, il governatore Marco Marsilio, l’assessore regionale Nicoletta Verì e il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Ma anche il direttore generale della Asl Ferdinando Romano. Il manager è nel mirino anche del gruppo aquilano di Azione, con l’esperto di protezione dati Giorgio Ciocca e il consigliere comunale Enrico Verini che hanno chiesto le dimissioni dei vertici Asl: «Si poteva fare di più. Si rischiano anche ulteriori forme di estorsione, magari individuali, verso i soggetti di cui gli hacker hanno ora informazioni protette».
Ieri è intervenuta anche la senatrice del movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo, che ha annunciato una interrogazione parlamentare, come fatto nei giorni scorsi dal collega del Pd Michele Fina: «L’attacco hacker era tutt’altro che imprevedibile. Quello della Regione a trazione centrodestra è un atteggiamento imbarazzante. È pronta una interrogazione per conoscere la reale entità del danno ed eventuali responsabilità». Anche il consigliere regionale del M5S Giorgio Fedele è tornato all’attacco per la convocazione del solo Romano nella seduta della commissione Sanità da lui richiesta.
MARSILIO SI DIFENDE
Sotto una pioggia di attacchi, ieri ha preso posizione anche Marsilio, rispondendo alle opposizioni. «In relazione all’attacco hacker, tuttora in corso, alla Asl dell’Aquila, la Regione Abruzzo non manifesta nessun imbarazzato silenzio ma solo un doveroso riserbo, mentre si stanno attuando le azioni di difesa e si stanno svolgendo le indagini per identificare nel più breve tempo possibile i colpevoli e le responsabilità», ha scritto il governatore in una nota, continuando: «La Regione non ha quindi nulla da aggiungere ai comunicati della Asl, anche questi doverosamente sintetici, Asl che è fortemente impegnata ai massimi livelli per respingere questo attacco. Possiamo solo aggiungere che riteniamo particolarmente criminale un attacco ai sistemi informatici in una azienda sanitaria, attacco che rischia di mettere in pericolo la salute e la vita dei cittadini e dei pazienti. Ogni attacco informatico è un’azione criminale e ignobile, ma fatto contro una struttura sanitaria lo è ancora di più. Al termine delle indagini sarà possibile fare un resoconto finale e assumere anche le conseguenti decisioni in ordine alle eventuali responsabilità accertate».
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