Auto dell’Ama rubata e poi trovata bruciata

Una Fiat Panda sarebbe stata prelevata nella notte dalla sede dell’azienda a Campo di Pile e trasportata fino a Pagliare di Sassa
L’AQUILA. Ancora una volta un mezzo dell’Ama, l’azienda della mobilità aquilana, finisce al centro di un “giallo”. Una Fiat Panda in dotazione al parco macchine della società, infatti, è stata trovata completamente carbonizzata tra gli alberi nei pressi di Pagliare di Sassa. Con tutta probabilità, secondo quanto è stato possibile ricostruire nelle prime ore successive al ritrovamento, la vettura era stata rubata la notte precedente dal deposito situato all’interno della sede aziendale, in località Campo di Pile. La scoperta è stata fatta dai vigili del fuoco che, intervenuti nella mattinata di ieri dopo la segnalazione del veicolo incendiato, hanno immediatamente informato i vertici dell’Ama.
Sul posto è arrivata anche la polizia, che ha avviato i primi accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare se vi siano elementi utili all’individuazione del responsabile. È probabile che nelle prossime ore venga formalizzata una denuncia da parte dell’azienda. Al momento non ci sono elementi che consentano di attribuire un particolare significato al gesto. Si sa soltanto – ma la ricostruzione dovrà essere confermata dagli accertamenti in corso – che un uomo, forse con il volto coperto, si sarebbe introdotto nel perimetro della sede aziendale nella tarda serata di martedì, per poi uscire a bordo della Panda.
Un’azione che, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stata compiuta da qualcuno che conosceva bene l’area e l’organizzazione degli spazi all’interno del deposito. Non è la prima volta che i mezzi dell’Ama finiscono al centro di episodi singolari o comunque anomali. Nell’estate dello scorso anno un’altra auto dell’azienda era stata ritrovata abbandonata nella zona di Monticchio. Alcuni mesi fa, invece, un autobus era stato parcheggiato e lasciato davanti al centro commerciale L’Aquilone con le chiavi ancora a bordo.
Infine, non molto tempo fa, alcuni ragazzi erano stati sorpresi a bordo di una vettura tra quelle “abbandonate”, perché non più pienamente funzionanti, nei pressi della sede dell’azienda, mentre tentavano “evoluzioni” nell’area circostante. Quanto all’episodio di ieri, al momento si possono solo formulare ipotesi sulla base dei pochi elementi disponibili. La prima potrebbe essere quella di un gesto dimostrativo, una sorta di “avvertimento”, anche se non è chiaro nei confronti di chi o per quale motivo. La seconda ipotesi, invece, potrebbe essere legata alla volontà di utilizzare il veicolo per uno scopo certamente non legale e poi distruggerlo per cancellarne le tracce. Per ora, tuttavia, non vi sono riscontri concreti che permettano di confermare una pista piuttosto che un’altra.
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