Avezzano: arrestati medici, politici e imprenditori. I nomi / VIDEO

Operazione all'alba della Finanza, scoperta maxi truffa dei certificati: eseguite dieci ordinanze. Gli indagati sono 18: coinvolti l'ex assessore regionale Panunzi, il consigliere provinciale Alfonsi e tre appartenenti alle forze dell'ordine. I particolari dell'inchiesta

AVEZZANO. Medici, imprenditori, politici locali e pluripregiudicati in un giro di certificati falsi. Sono dieci gli arresti scattati questa mattina. Le accuse vanno dalla frode assicurativa alla truffa ai danni dello Stato, dalla corruzione al falso.  Delle dieci ordinanze di custodia tre sono state eseguite in carcere e sette ai domiciliari. Gli indagati sono in tutto diciotto. Fra gli arrestati c'è anche Angelo Gallese, 61 anni, psichiatra e dirigente Asl responsabile del Centro d'igiene mentale (Cim) di Avezzano. Gallese è da ieri ricoverato in una clinica di Tivoli e nelle prossime ore dovrebbe essere trasferito in una struttura sanitaria di Pescara.

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Il medico al paziente: guarda che ho scritto che hai la demenza senile, mo' meno parli meglio è
La maxi frode dei certificati ad Avezzano, le riprese effettuate di nascosto dalla Finanza nel corso delle indagini

Coinvolti il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi _ nel ruolo di Luogotenente della Finanza e accusato di aver rivelato l'indagine all'indagato Aratari _  l'ex assessore regionale Mario Panunzi e  tre appartenenti alle forze dell'ordine. Gli arresti sono stati effettuati dalla guardia di finanza che ha battezzato l'operazione "Tutti per uno". Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Avezzano.

Mario Panunzi, ex consigliere e assessore regionale

I NOMI. Gli indagati sono: Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, Angelo Gallese di Avezzano, Tiziana Mascitelli di Gioia dei Marsi, Guglielmo Mascitelli di Gioia dei Marsi, Luigi Maiello di Avezzano, Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, Gino Arioli di Ortucchio, Njiac Shahini di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, Mario Panunzi di Avezzano, Paola Fracassi di Avezzano, Carmine Macerola di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio di Roma, Gianluca Alfonsi di Gioia dei Marsi Marsi, Mauro Arcangeli di Carsoli, Raffaele La Russa di Catanzaro. Le ordinanze di custodia in carcere sono scattate nei confronti di Gallese, Aratari e Morelli.

Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale

L'EMPORIO DEI CERTIFICATI. Secondo quanto scoperto dalla Guardia di finanza, il Centro di salute mentale della Asl di Avezzano era stato trasformato in una sorta di "emporio" di certificati medici falsi, con il dirigente che dietro pagamento di somme di denaro dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all'esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti. L'inchiesta è caratterizzata da una lunga attività d'indagine supportata da intercettazioni ambientali e riprese video, portata avanti dal comando provinciale guidato dal colonnello Sergio Aloia, e dalla Compagnia di Avezzano. Le dieci persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare ed altri 18 indagati devono rispondere, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale e ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

Tra i "clienti" dello psichiatra anche l'ex consigliere ed assessore regionale Mario Panunzi che grazie alle certificazioni del medico aveva incrementato le sue richieste risarcitorie ad una società assicurativa. Tra le figure chiave dell'inchiesta anche un altro ex politico comunale che secondo gli investigatori era solito "ungere" i meccanismi della pubblica amministrazione per ottenere false certificazioni mediche per lui e per la moglie.

VIDEO E INTERCETTAZIONI. Secondo le indagini dei finanzieri l'ex politico di Avezzano avrebbe ricevuto somme di denaro per la redazione di falsi certificati: a inchiodarlo anche alcune intercettazioni ambientali e filmati registrati dagli investigatori che hanno piazzato nel suo ufficio cimici e telecamere. La Finanza, durante una perquisizione ha anche scoperto un locale adibito a studio medico, dove il professionista riceveva i pazienti nonostante operasse in regime intra-moenia, che impedisce lo svolgimento di attività libero professionale, e materiale come cartelle cliniche, ricettari e timbri della Asl. Tra gli episodi illeciti scoperti dalle fiamme gialle, l'elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest'ultimo il trasferimento di sede, l'attestazione di patologie fittizie certificate ad un noto pregiudicato che si era rivolto al dirigente pubblico per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico ed evitargli così situazioni "particolarmente stressanti". E ancora, il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che hanno consentito al primo di assentarsi da lavoro per periodi prolungati e al secondo di ottenere l'esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; il riconoscimento di una pensione di invalidità da parte dell'Inps per una donna.