l’allarme

Avezzano. «Aumento di piombo nel sangue» Scioperano i lavoratori di Fiamm

24 Aprile 2026

Le rsu denunciano l’innalzamento dei valori nelle analisi nonostante i dispositivi di protezione

AVEZZANO

Sciopero allo stabilimento Siapra di Avezzano: preoccupazione per la gestione dell’azienda e per l’innalzamento dei livelli di piombemia. Le rappresentanze sindacali dello stabilimento del nucleo industriale hanno proclamato per oggi uno sciopero di 4 ore. La mobilitazione, che interesserà la fine di ogni turno lavorativo, nasce da una forte denuncia contro quella che le rsu – Angelo Gallotti (Fim-Cisl), Mario Fusarelli, Daniele Marinetti (Fiom-Cgil), e Alfredo Mascigrande, Nazzareno Rossi, Liberato Fosca (Uilm- Uil) – definiscono «una completa mancanza di gestione del sito». Il marchio che gestisce la fabbrica dove si producono batterie industriali e per auto è stato venduto da qualche mese e per questo le rsu criticano un’organizzazione del lavoro a loro avviso «lasciata all’autogestione a causa dell'assenza dei vertici aziendali e a una totale carenza di informazioni nelle relazioni sindacali». Lo sciopero degli oltre 400 dipendenti punta a tutelare i lavoratori e il futuro dello stabilimento, cercando di sensibilizzare direttamente la nuova proprietà in particolare sulla gestione dell’impianto di Avezzano e sull’innalzamento dei livelli di piombemia, vale a dire la concentrazione di piombo nel sangue. «Come rsu operiamo da anni con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute dei lavoratori», hanno affermato Mascigrande, Gallotti, Fusarelli, Marinetti, Rossi e Fosca, «in sede di rinnovo dell’integrativo di secondo livello, abbiamo costantemente inserito misure mirate a contenere l’esposizione al piombo: come il premio piombemia, un incentivo economico collegato ai valori medi di stabilimento e il premio doccia (incrementato da 1 a 2 euro) per incentivare l’igiene personale post-turno, fondamentale per limitare la permanenza delle polveri. Nonostante l’adozione di dispositivi di protezione individuale avanzati, come i caschi ventilati dotati di filtri interni ad alta efficienza e iper-leggeri, abbiamo registrato un’inversione di tendenza preoccupante». Due volte l’anno i dipendenti dell’azienda sono sottoposti a degli esami del sangue necessari per controllare i livelli di piombo nel sangue. L’Unione Europea stabilisce il limite massimo a 20 microgrammi per centimetro cubo di sangue, nel stabilimento del nucleo industriale di Avezzano c’è uno standard cautelativo molto più restrittivo sotto i 15 microgrammi. «Fino allo scorso anno, la maggior parte dei lavoratori si attestava entro tale soglia», hanno proseguito le rsu, «attualmente, invece, i dati mostrano un trend in crescita, un’anomalia che solleva gravi interrogativi. A fronte di condizioni di lavoro che, secondo i dati ambientali forniti dall’azienda, appaiono stabili o in miglioramento, gli esami ematici dei lavoratori raccontano una realtà diversa. È bene precisare che nonostante i controlli aziendali indichino aree sensibili sotto soglia, i riscontri clinici evidenziano un aumento della media». I rappresentanti dei lavoratori che oggi incroceranno le braccia per quattro ore hanno ribadito che nutrono «forti dubbi sull’efficacia della gestione operativa nell’area Plant. Non possiamo accettare una gestione che appare slegata dalla realtà clinica dei lavoratori. Chiediamo all’azienda di sensibilizzare ulteriormente la catena di comando e di adottare misure di controllo più rigorose. È necessario fare chiarezza sul perché di questo innalzamento, poiché, in assenza di cambiamenti nelle abitudini o nel personale, la responsabilità ricade necessariamente sull’inefficacia delle misure di prevenzione attuali». L’azienda, contattata telefonicamente dal Centro, ha preferito non rilasciare dichiarazioni al riguardo.

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