Avezzano, l’asse Bandecchi–Di Pangrazio scuote gli equilibri della politica

“Dimensione” cerca di reclutare candidati da schierare nella coalizione del primo cittadino uscente. Genovesi (Forza Italia) attacca: «Continua il “minestrone”, il sindaco va in giro a “raccattare” partiti»
AVEZZANO. L’asse Bandecchi-Di Pangrazio accende il dibattito politico. L’imminente tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Avezzano si arricchisce di un nuovo e discusso protagonista. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e leader del partito Dimensione Bandecchi, ha ufficialmente puntato i propri riflettori sulla città con l'obiettivo di sostenere la ricandidatura del primo cittadino uscente, Gianni Di Pangrazio.
La manovra, che segue un tentativo sfumato di approdo nel calcio locale lo scorso anno, segna l’ingresso formale dell’imprenditore umbro nella competizione amministrativa marsicana. A far discutere non è solo l’alleanza politica, ma anche l’insolita modalità di reclutamento dei candidati scelta dal movimento. Attraverso la segreteria nazionale, coordinata da Alessandro Primieri, sono state inviate decine di email a campione ai cittadini di Avezzano per sollecitarli a scendere in campo sotto l'insegna di “Dimensione Bandecchi”.
Primieri ha giustificato questa strategia come un atto di trasparenza, volto a individuare profili civici in un territorio non ancora presidiato dal partito del sindaco di Terni. Tuttavia, l’arrivo di Bandecchi rischia di scuotere gli equilibri interni della compagine di maggioranza, già caratterizzata da un’ampia eterogeneità che vedrebbe la convivenza di realtà politiche distanti, dal Partito Democratico alla Lega.
L’avvicinamento di Bandecchi a Di Pangrazio ha subito sollevato un polverone in città. «Continua il minestrone politico di Gianni Di Pangrazio», ha affermato Tiziano Genovesi, consigliere comunale di Forza Italia e ricandidato con lo schieramento di centrodestra guidato da Alessio Cesareo, «che, agli occhi dei cittadini, prova a raccontare la storiella della tessera della città in mano, mentre dall’altra parte, da perfetto televenditore, va in giro a raccattare partiti di destra, sinistra e centro, arrivando perfino a inviare mail in stile call center per reclutare candidati. Questo non è voler bene alla città. Questo è puro opportunismo».
Il consigliere azzurro ha poi rincarato la dose puntando subito il dito contro la gestione amministrativa degli ultimi anni di Avezzano. «D’altronde, in quindici anni ha ampiamente dimostrato chi è e come ha ridotto la politica cittadina», ha proseguito l'esponente dell'opposizione, «non più confronto di idee e visione, ma mero strumento di propaganda personale». Cresce sempre di più in città la tensione in vista della campagna elettorale della prossima primavera che si preannuncia al vetriolo, con il centrodestra - diviso tra Cesareo con Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi Moderati e Di Pangrazio con Lega e Udc- pronto a fare leva sulle possibili contraddizioni, almeno questa è la lettura del fronte opposto, di una coalizione civica sempre più affollata.
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