Pistola contro l’imprenditore, i banditi scappano con il Rolex

Momenti di terrore a Milano per l’avezzanese Massimo Pacilli (foto), 66 anni, noto nel settore dei prodotti del petrolio: è stato rapinato con il cosiddetto “trucco dello specchietto”
AVEZZANO. «L'avevo bloccato, ma quando mi ha puntato la pistola ho deciso di lasciarlo andare». Momenti di terrore per l’imprenditore avezzanese Massimo Pacilli, 66 anni, noto nel settore dei prodotti del petrolio, rapinato a Milano con il cosiddetto “trucco dello specchietto”.
L’uomo è stato minacciato con una pistola e costretto a consegnare il suo Rolex Daytona in oro bianco, del valore di circa 25mila euro. Il colpo è avvenuto tra le 16.30 e le 17 di lunedì scorso in via Sidoli, strada residenziale della zona di Porta Vittoria, non distante dal centro del capoluogo lombardo. Pacilli si trovava a bordo della sua Ferrari quando è stato affiancato da uno scooter con a bordo un uomo che ha urtato lo specchietto lato guidatore, danneggiandolo.
La dinamica è quella già vista in numerosi episodi analoghi. L’imprenditore ha abbassato il finestrino per capire cosa fosse accaduto e parlare con il motociclista. In quell’istante è entrato in azione il complice che, avvicinandosi rapidamente, gli ha strappato dal polso il Rolex Daytona. Ne è nata una breve colluttazione. L’orologio, nel trambusto, è finito all’interno dell’abitacolo della Ferrari. Pacilli è riuscito a bloccare il rapinatore per un attimo, ma la situazione è precipitata quando uno dei due ha estratto una pistola che teneva nascosta nella tasca e gliel’ha puntata contro. A quel punto, l’imprenditore ha deciso di desistere per evitare conseguenze peggiori e ha lasciato che i banditi si impossessassero dell’orologio. «Ho avuto paura, pensavo che mi sparassero. Uno di loro mi puntava una pistola, nascosta nella tasca, e allora sono rimasto immobile e così mi hanno portato via il Rolex», racconta Pacilli. «Mi hanno intimato di non muovermi. Ricordo che avevano uno spiccato accento napoletano».
Il raid è stato rapidissimo. I due sono fuggiti in pochi istanti facendo perdere le proprie tracce. Solo dopo essersi ripreso dallo choc, l’imprenditore ha raggiunto la stazione dei Carabinieri di Porta Monforte, dove ha formalizzato la denuncia. Gli investigatori stanno ora lavorando per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti a Milano. Nel capoluogo lombardo, infatti, da tempo si parla di una vera e propria “banda dei Rolex”, specializzata in colpi mirati ai danni di persone che indossano orologi di lusso, spesso pedinate e studiate nei loro movimenti. Non si esclude che anche Pacilli potesse essere stato tenuto d’occhio prima dell’azione.
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