Sulmona

Prende 30mila euro di “contributi Covid” ma non ha i requisiti: sei mesi inflitti a un ambulante

12 Febbraio 2026

Sulmona, la vicenda dei ristori non dovuti durante la pandemia: arriva il patteggiamento a sei mesi di reclusione

SULMONA. Aveva inoltrato domanda per i mancati incassi durante il periodo dell’emergenza pandemica ma non aveva i requisiti. Per Fausto Ventresca, ambulante sulmonese, è arrivato il patteggiamento a sei mesi di reclusione per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. I fatti risalgono al periodo della pandemia, in particolare al biennio 2020-2021 quando l’ambulante di 51 anni, aveva chiesto due tranche di contributi allo Stato per «la riduzione dell’attività lavorativa e il conseguente mancato reddito dovuto all’emergenza epidemiologica da Covid-19». La prima richiesta di finanziamento era di 25 mila euro e la seconda da 5 mila per un totale di 30 mila euro che, secondo l’accusa, avrebbe percepito indebitamente poiché l’ambulante non aveva i requisiti per inoltrare la domanda. Secondo gli atti d’indagine è emerso infatti che il commerciante aveva presentato una falsa dichiarazione dei redditi al fine di ottenere i ristori previsti dal decreto ministeriale, ossia un plafond di oltre 3 milioni. A scoprirlo erano state le Fiamme gialle.