Riceve un rene dalla madre e a 4 anni dal trapianto dà alla luce una bimba: è accaduto all’Aquila

Ospedale San Salvatore. Una 27enne abruzzese supera un'insufficienza renale definita terminale grazie al trapianto del rene donatole dalla mamma e, a distanza di 4 anni, dà alla luce una bimba con parto naturale
L’AQUILA. Supera un'insufficienza renale definita terminale grazie al trapianto del rene donatole dalla madre e, dopo quattro anni dall'intervento, dà alla luce una bimba: è accaduto all'ospedale San Salvatore dell'Aquila dive una giovane donna abruzzese di 27 anni ha partorito la bambina con parto naturale.
"Una vicenda in cui si mescolano progresso della medicina, assistenza sanitaria di alto profilo con lavoro di squadra, sentimenti profondi e progetti di vita - si legge in una nota dell'Asl provinciale -. La 27enne aveva una grave carenza renale dalla giovane età. Nel 2022 arriva la svolta che imprime una direzione completamente diversa alla sua vita e le consente di affrancarsi dalla grave condizione patologica grazie al trapianto di rene, ricevuto da donatrice vivente, la madre, effettuato nel centro trapianti del San Salvatore".
Uscita finalmente dal tunnel della malattia, a distanza di quattro anni dal trapianto, è riuscita, nei giorni scorsi, a coronare il sogno della maternità. Un traguardo che, per una trapiantata, non è affatto scontato e che richiede alta professionalità medica e sinergie consolidate tra le diverse branche della struttura ospedaliera che segue la paziente.
Nel corso della gestazione la neo mamma è stata assistita, passo dopo passo, con uno scrupoloso lavoro multidisciplinare di reparti e servizi del presidio aquilano. E' stata infatti inserita in un percorso altamente specializzato, allestito in virtù della stretta collaborazione tra le Unità operative di Chirurgia Generale e dei Trapianti d'Organo, Ginecologia e Ostetricia, diretta dal dottor Gabriele Iagnemma, con il contributo della professoressa Angela D'Alfonso, e la Neonatologia, guidata dalla dottoressa Sandra Di Fabio. Al percorso trapiantologico, coordinato dal professore Fabio Vistoli, hanno preso parte la professoressa Alessandra Panarese e la dottoressa Laura Lancione, insieme a un'équipe multidisciplinare altamente qualificata.

