Sulmona, sfida social dietro il video nazista: «L’ho fatto per restare nel gruppo»

Confessa uno dei cinque minori indagati per aver pubblicato le riprese con il braccio teso su Tiktok: «Ho sbagliato. È stata una vigliaccata»
SULMONA. Potrebbe esserci la sfida di una challenge, ossia di una scommessa su TikTok, dietro la provocazione a sfondo nazi fascista che ha fatto finire sul registro degli indagati cinque giovanissimi studenti di una classe terza del liceo Vico di Sulmona. I cinque, tra i 16 e i 17 anni, hanno affidato ai rispettivi legali la propria versione dei fatti, dicendosi amareggiati per la risonanza che ha avuto la vicenda.
IPOTESI CHALLENGE. «Ho sbagliato. È stata una vigliaccata. Però dovevo farlo altrimenti non mi facevano rimanere nel gruppo». È il commento con cui uno dei diciassettenni indagati ha reagito alla perquisizione effettuata dai carabinieri della compagnia di Sulmona che hanno eseguito l’altro giorno il decreto emesso dal procuratore del tribunale per i minori dell'Aquila David Mancini. I militari hanno sequestrato i dispositivi dei cinque, ossia telefoni cellulari e computer, per risalire al video e alla foto postata da un 17enne su TikTok e per ricostruire la catena della condivisione e dell’invio del materiale. Operazione che è volta ad accertare eventuali complicità in ordine alla propaganda a stampo fascista e razzista. In attesa degli interrogatori, i primi accertamenti farebbero pensare proprio a una sfida social.
I giovanissimi, lo scorso 31 gennaio, nel giorno che la scuola dedica all'approfondimento della giornata della memoria (27 gennaio), hanno messo in scena la provocazione. Prima un video e poi una foto. I cinque giovanissimi, che fanno parte della stessa classe composta da sedici studenti, avrebbero partecipato attivamente per richiamare i valori della cultura fascista. Secondo l'accusa, due di loro avrebbero posato per il saluto fascista, una terza persona avrebbe issato la bandiera nazista e gli altri avrebbero collaborato per la realizzazione del video. Le immagini erano state quindi postate su TikTok da un 17enne. Nel giro di qualche ora il reel era “sparito”.
Immediata la segnalazione all'autorità giudiziaria che ha fatto scattare l'inchiesta, con l'apertura del fascicolo lo scorso 02 febbraio e con le perquisizioni di lunedì. L'ipotesi di reato è quella di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. I cinque, difesi dagli avvocati Giovanni Mastrogiovanni, Alberto Paolini e Mario Iacovone, rischiano la reclusione fino a un anno e una multa fino a seimila euro. «Lo dovevo fare per rimanere nel gruppo», ripete uno dei minori coinvolti. Per questo la procura sta accertando se dietro quel video possa esserci una scommessa social che, sempre sui social, ha scatenato una serie di reazioni.
SANZIONI IN ARRIVO. Il clima che si respira nel liceo Vico è quello dell'incredulità. Una scuola che da anni è un prima linea proprio sul fronte della memoria con viaggi d'istruzione, conferenze, incontri tematici e testimone dal vivo. Un perno dell'offerta educativa. Per questo la preside Caterina Fantauzzi ha aperto il procedimento disciplinare e sta vagliando le sanzioni da applicare ai cinque studenti. La dirigente scolastica chiederà gli atti alla procura e avvierà un percorso con gli studenti. In base al nuovo regolamento entrato in vigore, una delle sanzioni possibili è quella delle attività di comunità, ossia l'aggravio di lavori su temi specifici. Prima però la preside vuole capire nel dettaglio cosa è accaduto e soprattutto le modalità di partecipazione dal momento che, nella foto scomparsa dai social, tutta la classe avrebbe posato.
PERIZIA SUI DEVICE. Intanto la procura dei minori nei prossimi giorni potrebbe decidere di affidare l'incarico per una perizia tecnica sui dispositivi al fine di scandagliare messaggi e conversazioni, individuare video e foto oggetto d'imputazione e capire se a innescare la provocazione potrebbe essere stata una sfida social. Ma al momento è solo una delle ipotesi investigative.
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