«Bacchettate a me dal prefetto? Non ci credo, lui sa tutto»

L’AQUILA. Il sindaco Cialente, in relazione alle problematiche relative alla sicurezza e all’ordine pubblico, scrive: «Sulla stampa leggo però di presunte dichiarazioni del prefetto, che avrebbe...
L’AQUILA. Il sindaco Cialente, in relazione alle problematiche relative alla sicurezza e all’ordine pubblico, scrive: «Sulla stampa leggo però di presunte dichiarazioni del prefetto, che avrebbe “bacchettato il sindaco”, a proposito di un progetto di videosorveglianza, per un costo di 11 milioni, che sarebbe stato presentato dal Comune e rigettato dal prefetto stesso. Non credo che Alecci possa aver rilasciato queste dichiarazioni poiché, come vorrei ricordare, il progetto fu presentato dal coordinatore dell’Usra Paolo Aielli, che avrebbe voluto anche realizzarlo e gestirlo, e non certo dal Comune. Fin dal mese di maggio scorso, peraltro, vi furono molte polemiche sull’argomento, oggetto anche di una commissione proprio perché il Comune, attraverso il vicesindaco Nicola Trifuoggi, già a febbraio si era detto assolutamente contrario al progetto, denominato “end to end”. L’ente si riservava, di contro, di proporre un piano molto meno costoso e, soprattutto, economicamente gestibile negli anni. In quell’occasione, anzi, il Comune intese separare il problema della videosorveglianza da quello della sicurezza nei cantieri e della trasparenza nelle attività legate alla ricostruzione, chiedendo appena 300mila euro. Fondi assegnati dall’Usra (per questo motivo sta per essere pubblicato finalmente il bando relativo) il 7 luglio, giorno precedente l’importante incontro tenutosi all’Aquila, alla presenza del sottosegretario Legnini e del prefetto Guidi, che dirige il Comitato per l’Alta sorveglianza sulle grandi opere, alla luce della vicenda riguardante presunte infiltrazioni di organizzazioni malavitose nella ricostruzione e dopo la dichiarazione, a mio avviso dirompente, del Procuratore nazionale antimafia che, sostanzialmente, andava nel segno di quanto da me ripetutamente denunciato, anche presentando ipotesi di soluzione normativa. Non credo quindi che sua eccellenza il prefetto possa aver dimenticato la vicenda e le polemiche che ne sono scaturite per mesi e che, spesso, hanno anche visto tirare in ballo il suo nome. Il progetto “end to end”, da 11 milioni, dunque, non è mai stato né accettato né appoggiato dal Comune dell’Aquila».

