Baci e morsi a scuola, bidello condannato

5 Giugno 2015

Accusato da due studentesse del Liceo artistico: un anno e sei mesi per violenza sessuale a un 65enne di Trasacco

SULMONA. Era finito nei guai perché alcune studentesse – una in particolare – lo avevano accusato di averle baciate e palpeggiate lungo i corridoi della scuola. Baci rubati a ragazze di 17 anni durante l’ora di ricreazione che sono costati caro all’ex bidello del Liceo artistico Mazara di Sulmona, finito sotto inchiesta con l’accusa di violenza sessuale.

Un procedimento giudiziario che, dopo la richiesta di rito abbreviato da parte dell’imputato, si è concluso ieri in sede di udienza preliminare con una pesante sentenza: un anno e sei mesi di reclusione, più l’interdizione dai pubblici uffici. Ora il bidello, G.L., 65enne di Trasacco, che ha sempre respinto ogni addebito, non frequenta più la scuola.

I fatti fanno riferimento al marzo del 2011. All’epoca le ragazze erano minorenni, mentre il bidello aveva 61 anni. Sono due le testimonianze contro il bidello.

Una delle ragazze ha raccontato di essere stata fermata lungo il corridoio della scuola e di essere stata baciata due volte sulla bocca, prima di subire anche un morso sul volto. Qualche giorno dopo un’altra ragazza ha sostenuto di essere stata oggetto di attenzioni particolari. Anche lei ha raccontato di essere stata baciata e morsa dietro al collo. Ci sarebbero anche alcuni messaggini scambiati fra le due studentesse e altre compagne che racconterebbero di presunti episodi di molestie all’interno del Liceo artistico.

La storia sarebbe emersa quando una delle ragazze è scoppiata in lacrime davanti all’insegnante. La docente, a sua volta, ha raccontato l’accaduto al preside dell’istituto superiore di Sulmona.

Il dirigente ha convocato sia il bidello che le studentesse per avere una ricostruzione su quanto accaduto. Il bidello ha sempre negato, sostenendo di essere vittima di una vendetta da parte delle ragazze, rimproverate per il loro comportamento. In particolare, una delle ragazze sarebbe stata sorpresa a fumare.

La svolta è arrivata dalle stesse ragazze, che con il sostegno dei genitori hanno denunciato il collaboratore scolastico alla procura della Repubblica di Sulmona. Da qui le indagini avviate dagli inquirenti, nel corso delle quali sarebbero emersi una serie di prove a carico dell’uomo. Nel frattempo, però, il collaboratore scolastico era stato trasferito in un altro istituto della provincia.

Per blindare le accuse le due studentesse erano state sottoposte a incidente probatorio, nei mesi scorsi, su richiesta del sostituto procuratore, Aura Scarsella.

Un’udienza a tratti drammatica dove le ragazze hanno confermato tutte le accuse nei confronti del bidello, compresi i baci e i morsi. Mentre il difensore dell’imputato, l’avvocato Franco Colucci del Foro di Avezzano, ha sostenuto l’innocenza del suo assistito. Ieri l’epilogo con la condanna dell’uomo.

«Una sentenza che rende giustizia a due ragazze che hanno avuto il coraggio di denunciare i comportamenti assurdi e inspiegabili del bidello», afferma il difensore di parte civile, l’avvocato Antonietta Pace, «e che hanno dovuto passare dei momenti davvero brutti proprio in seguito alla loro decisione di rivolgersi alla giustizia».

Claudio Lattanzio

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