Balsorano, torna la lapide in memoria dei Durante

BALSORANO. Una scelta felice quella della sindaca di Balsorano, Antonella Buffone, di far coincidere la sostituzione della lapide dedicata ai fratelli Bruno e Mario Durante, perché danneggiata, con...
BALSORANO. Una scelta felice quella della sindaca di Balsorano, Antonella Buffone, di far coincidere la sostituzione della lapide dedicata ai fratelli Bruno e Mario Durante, perché danneggiata, con la festa della Liberazione. Così la commemorazione di questi due eroi è servita alla Buffone per ricordare «il sacrificio di tanti uomini e donne che con coraggio hanno affrontato i periodi più bui della storia e dato la loro vita per consegnarci un’Italia libera, democratica e unita». E a citare con orgoglio «le tante storie, grandi o piccole, di eroismo, che videro come protagonisti le famiglie di Balsorano e di altri paesi della Valle Roveto: chi salvava un ebreo, chi sfamava un partigiano, chi nascondeva un soldato alleato. Si rischiava la propria vita e quella della propria famiglia per il riscatto della libertà e della dignità del nostro Paese».
Lo storico Giovanni De Blasis, a sua volta, si è ampiamente soffermato sul tragico destino di Bruno e Mario Durante. Il padre Antonio, originario del Molise, maestro elementare, era arrivato a Balsorano nel 1910. Qui conobbe Violetta De Blasis, di Meta di Civitella Roveto, anche lei maestra. Si sposarono nel 1916 ed ebbero tre figli: Bruno, Mario e Faustino, Antonio. Quest’ultimo, militante socialista, dopo il terremoto del 1915, creò una cooperativa, che darà un notevole apporto all’opera di ricostruzione. Alle elezioni politiche del 1919 i socialisti a Balsorano presero il 60% dei voti. L’anno dopo, a capo di una lista, sempre del Psi, Antonio Durante vinse le Comunali e divenne sindaco. Con l’avvento del fascismo, nel 1922, venne sostituito da un gerarca e l’anno dopo fu bandito da Balsorano. Dopo un breve soggiorno a Scurcola Marsicana, la famiglia si trasferì a Roma. Durante l’occupazione nazista, si rifugiò a Meta. Le SS, a seguito di una soffiata, vennero a sapere che Faustino, attraverso una radio ricetrasmittente, informava gli Alleati dei movimenti nella Valle dei tedeschi. Il primo maggio 1944, i nazisti fecero un blitz, ma in casa trovarono solo Bruno e Mario. Catturati, furono portati a Tagliacozzo e torturati. Ma i due fratelli non rivelarono né il nascondiglio di Faustino né i nomi dei suoi compagni. Furono così fucilati alla schiena e sepolti in una buca scavata da una bomba. I loro corpi non sono stati mai ritrovati.
Nel 2013, su iniziativa dell’associazione “Il Liri”, presieduta dal generale Mauro Rai, e dell’Anpi marsicana, presieduta dal compianto Antonio Rosini, l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito ai fratelli Durante la medaglia d’oro al valore civile. Faustino, che i fratelli avevano salvato, diventerà un celebre anatomopatologo.
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