Balsorano, torna la lapide in memoria dei Durante

26 Aprile 2019

BALSORANO. Una scelta felice quella della sindaca di Balsorano, Antonella Buffone, di far coincidere la sostituzione della lapide dedicata ai fratelli Bruno e Mario Durante, perché danneggiata, con...

BALSORANO. Una scelta felice quella della sindaca di Balsorano, Antonella Buffone, di far coincidere la sostituzione della lapide dedicata ai fratelli Bruno e Mario Durante, perché danneggiata, con la festa della Liberazione. Così la commemorazione di questi due eroi è servita alla Buffone per ricordare «il sacrificio di tanti uomini e donne che con coraggio hanno affrontato i periodi più bui della storia e dato la loro vita per consegnarci un’Italia libera, democratica e unita». E a citare con orgoglio «le tante storie, grandi o piccole, di eroismo, che videro come protagonisti le famiglie di Balsorano e di altri paesi della Valle Roveto: chi salvava un ebreo, chi sfamava un partigiano, chi nascondeva un soldato alleato. Si rischiava la propria vita e quella della propria famiglia per il riscatto della libertà e della dignità del nostro Paese».
Lo storico Giovanni De Blasis, a sua volta, si è ampiamente soffermato sul tragico destino di Bruno e Mario Durante. Il padre Antonio, originario del Molise, maestro elementare, era arrivato a Balsorano nel 1910. Qui conobbe Violetta De Blasis, di Meta di Civitella Roveto, anche lei maestra. Si sposarono nel 1916 ed ebbero tre figli: Bruno, Mario e Faustino, Antonio. Quest’ultimo, militante socialista, dopo il terremoto del 1915, creò una cooperativa, che darà un notevole apporto all’opera di ricostruzione. Alle elezioni politiche del 1919 i socialisti a Balsorano presero il 60% dei voti. L’anno dopo, a capo di una lista, sempre del Psi, Antonio Durante vinse le Comunali e divenne sindaco. Con l’avvento del fascismo, nel 1922, venne sostituito da un gerarca e l’anno dopo fu bandito da Balsorano. Dopo un breve soggiorno a Scurcola Marsicana, la famiglia si trasferì a Roma. Durante l’occupazione nazista, si rifugiò a Meta. Le SS, a seguito di una soffiata, vennero a sapere che Faustino, attraverso una radio ricetrasmittente, informava gli Alleati dei movimenti nella Valle dei tedeschi. Il primo maggio 1944, i nazisti fecero un blitz, ma in casa trovarono solo Bruno e Mario. Catturati, furono portati a Tagliacozzo e torturati. Ma i due fratelli non rivelarono né il nascondiglio di Faustino né i nomi dei suoi compagni. Furono così fucilati alla schiena e sepolti in una buca scavata da una bomba. I loro corpi non sono stati mai ritrovati.
Nel 2013, su iniziativa dell’associazione “Il Liri”, presieduta dal generale Mauro Rai, e dell’Anpi marsicana, presieduta dal compianto Antonio Rosini, l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito ai fratelli Durante la medaglia d’oro al valore civile. Faustino, che i fratelli avevano salvato, diventerà un celebre anatomopatologo.
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